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Design, Web

Infinite scroll

 

Avete presente quei siti che adottano l’infinite scroll per gli articoli? Ci sono quelli fatti bene, con footer fixed, magari che compare da sotto solo quando si inizia a scrollare, e quelli fatti un po’ senza pensarci, con il footer che non sarà mai above the fold… come dailybest.it che te lo devi scrollare fino a caricare l’ultimo articolo prima di poterlo vedere.

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A NEW CAR UI by Matthaeus Krenn
Design

Nuove interfacce utente per le automobili

Interessantissimo concept di Matthaeus Krenn questo A new car UI, in cui viene presentato un innovativo sistema di controllo touch screen per le automobili. Il problema lo espone chiaramente l’autore stesso nell’apposita pagina linkata sopra, ed è evidentemente una cosa in cui solo chi si occupa “esclusivamente” di automobili poteva incappare (hardware e software, ormai lo sanno anche i sassi, devono procedere insieme per offrire la migliore esperienza possibile).

La soluzione proposta è tanto semplice quanto forse un po’ troppo sbrigativa. Mi spiego: è tutto molto bello a prima vista e sembra anche estremamente elegante e funzionale, ma secondo me un dettaglio poteva essere realizzato ancora meglio. Mi riferisco all’adozione di controlli in base al numero delle dita che da un lato limita notevolmente le possibilità di interazione ad un massimo di 5, mentre dall’altro costringe l’utente a memorizzare una combinazione della mano ad una specifica funzione senza che ci sia una forte connessione (come ad esempio lo swipe per passare da una schermata all’altra).

Sinceramente non ho mai avuto un Magic Trackpad e non ho ancora un iPad, per cui non posso esprimere un giudizio completo sull’abitudine di usare più o meno dita per svolgere diversi compiti e sulla facilità di adottare questi comportamenti (ricordo solo lo swipe alto/basso con due dita per scorrere nel browser, ma anche lì il movimento era fortemente connesso alla funzionalità), però ci sono tantissime altre gesture che è possibile eseguire facilmente senza guardare il device come appunto il summenzionato swipe nelle 4 direzioni principali per cambiare ad esempio la sezione in cui ci si trova (VoiceOver poi comunica la sezione, come ad esempio “radio” per evitare che il conducente debba guardare lo schermo benché ci debba essere anche un feedback visuale che compare magari solo al cambio della funzionalità). Long press, pan, double-tap…

Un altro aspetto che sembra essere stato appena accennato è quello relativo al colore, preferendo un ambiente appariscente simil-Tron con colori freddi, principalmente l’azzurro elettrico, senza sviscerare completamente le possibilità offerte da questo elemento di interazione che è facilmente distinguibile anche solo con la visione periferica. Il colore potrebbe essere facilmente implementato a supporto degli altri feedback sfruttando meglio la complementarietà per indicare ad esempio il caldo/freddo con l’azzurro e il rosso ovviamente, o l’intensità e la luminosità per alto/basso, debole/forte, etc. Insomma, un sacco di cose ancora da scoprire.

Sia chiaro, questo non è un articolo negativo, anzi! in conclusione questo concept ha grandissime potenzialità, ma non è stato ancora sviluppato appieno, grattando solo la superficie di questo nuovo mo(n)do di interazione senza distrazione.

Se volete provare, è il caso di dirlo, di vostra mano questa esperienza in fondo alla pagina di Matthaeus c’è un link [solo iPad].

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Letture

Anno II, #10

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.

  • You receive a new message, say an email or a tweet, and at that very moment your software decides to do something stupid.
    La stupidità delle notifiche istantanee sull’Usability Post
  • E va bene avere tre versioni di Devilman che è il mio fumetto preferito di ogni tempo…
    Sistemiamo i fumetti di Roberto Recchioni
  • Fake the system
    Un workshop di undesign per cattivi ragazzi dove imparare a comunicare male e fare male comunicando.
    [break the rulez!]
  • L’uomo qualunque non capisce ma giudica, e la sua unica preoccupazione è quella di trovarsi d’accordo con qualcuno.
    L’uomo qualunque
  • Lunedì ho mangiato questi biscotti!

Letture della settimana

Digressione
letture-del-fine-settimana
Altro

Letture della settimana #14

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana (che ci vuole…)

  • Lo sento scartare mentalmente una serie di risposte possibili, tra cui quella giusta. Decide di coprire la collega, in un moto di corporativismo tra officianti del Grande Mistero delle Poste.
    Ufficio Postale Milano 65, prima parte. Diegozilla. E non scordatevi le lezioni.
  • Why are Firefox and Chrome eating away at Internet Explorer, while Opera is staying pretty much where it always was.
    Qualche interessante considerazione sulla guerra dei browser, ma lato branding.
  • L’innovazione è sempre una scommessa, un certo per l’incerto […] I primi attraggono altri, e si consolidano ulteriormente come primi, se hanno abbastanza fiato per tutta la gara.
    @gluca sulla scommessa implicita del fare innovazione online.
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Browser, Software

Ubiquità (e il suo opposto)

Recente è l’introduzione di Ubiquity da parte dei laboratori di Mozilla (gli stessi di Prism).
Il programma si pone il seguente obiettivo:

“connecting the Web with language in an attempt to find new user interfaces that could make it possible for everyone to do common Web tasks more quickly and easily”

Il nome “ubiquità” è un po’ fuorviante, ma se considerato alla larga può rendere bene l’idea che sta alla base del progetto, ovvero la possibilità di trovare una nuova interfaccia (allo stato attuale delle cose assai rudimentale) che semplifichi alcune azioni tipicamente abitudinarie per l’internet-nauta.

Esistono altri programmi analoghi, una sorta di app–launcher per internet: uno di questi è PodiPodi e potete vederlo in azione su MacBlog (shift-spazio per lanciare il programmino); l’altro, che avevo scovato tempo fa, è Enso, gratuito, per PC, ma funziona sul sistema operativo (anche Launchy rientra in questa categoria, mentre i mac-user hanno Spotlight ;)

Subito dopo è arrivato Geode.
Come il predecessore, anche Geode è un valido aiuto per la navigazione, ed in particolare per la geolocalizzazione del “navigante” all’interno di particolari web–app come FireEagle:

“automatically deduces your location, and serves up some delicious suggestions a couple blocks away and plots directions there. In order for this to be a possibility, your browser needs to know where you are”

Ho cominciato ad utilizzare questi programmi perché sono naturalmente curioso e attratto dalle potenzialità offerte dalla grande madre rete, non si sa mai che un giorno non tornino utili.
In caso contrario non potrò mai dire di non essermi divertito…

Concludo spiegando il titolo dell’articolo, se ancora non avete colto l’ironia della cosa: la geolocalizzazione –più o meno perfetta– di qualcuno in un punto del globo terraqueo è l’opposto dell’ubiquità intesa come possibilità di essere ovunque contemporaneamente, no?

[ultimamente ho fatto molti collegamenti…]
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