Marketing

Obermutten

È il piccolo paesino svizzero di una 80ina di abitanti più famoso al mondo.

Non sto a spiegare ulteriormente la questione perché la si capisce assai bene dal video e poi la potete leggere in italiano dove l’ho letta io poco fa (grazie Roberto per i tuoi sempre ottimi articoli!).

Ci tenevo soltanto a sottolineare e collegare alcune piccole cose che normalmente vengono diffuse e si possono facilmente ritrovare in rete, ma a quanto pare ci sono un sacco di orecchie da mercante in circolazione: per essere visibili su internet non serve un nome famoso e altisonante di una grande marca, quanto la semplicità schietta e una vera relazione con il “fantomatico” utente.

In questo caso c’è proprio tutto:

  • la viralità di un paesino sconosciuto che cresce in popolarità più di chiunque altro (brand e celebrità)
  • la semplicità di poche persone –ma vere!– che ti rispondono sempre e se non riescono si scusano mettendoci la faccia (devono anche mandare avanti il ristorante)
  • un concorso con dei regali in palio (qualcuno potrebbe obiettare “di scarso valore”, però handmade! e qui Etsy dice la sua)
  • un reale riscontro, come si dice, IRL in real life, nella vita vera, non solo quella digitale dei “soccialcosi”
  • una considerazione un po’ più alta delle persone, perché non servono follower e fan che seguono superficialmente tutto, quanto veri “amici” disposti perlomeno venire a trovarti se sanno che ne vale la pena (la spiegazione più bella a proposito la potete leggete qui grazie a Gianluca: “Regalate campioncini del costo di un euro, e avrete l’attenzione che dedicherebbero a una monetina da un euro trovata per terra”)
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Web

Certe cose andrebbero fatte leggere “a chi di dovere”

[…] la netta impressione che mi ero fatta era che a loro servisse qualcuno che, indossando il cappello dell’esperto indipendente, recitasse al cliente un copione già scritto, il cui succo si risolveva in “non sta succedendo nulla, affidateci fiduciosi il vostro budget e tornate a dormire sonni tranquilli”

L’estratto qui sopra è solo un piccolo pezzo del bellissimo articolo su L’estinzione dei dinosauri scritto poco fa da Alessandra Farabegoli, che dovrebbe essere assolutamente letto da molte persone che probabilmente non lo leggeranno mai (e il motivo di ciò si evince dalla lettura stessa).

Anche se l’autrice è ironicamente contraria, io ritengo lo stesso che i “dinosauri scongelati” debbano avere almeno una ultima chance di capire quello che (gli) sta accadendo, altrimenti non stiamo facendo bene il nostro lavoro, la qual cosa ovviamente non vale solo per internet. Tantopiù se a tenerli sotto ghiaccio sono individui terzi che pensano solo al profitto proprio e non al bene del cliente, dato che le due cose sono strettamente collegate (in questo caso sto parlando per esperienza personale: si può dire che ero dalla parte del cliente ingannato).

Infine qualcuno ha la possibilità di scegliersi il cliente, scartando quelli imperfetti e leggermente retrogradi, ma altri no. Ed è in questi casi che bisogna lavorare più fortemente perché la situazione cambi:

Di certo non vi terrò nascosti i dati del vostro sito, anzi, vi romperò le scatole perché impariate a leggerli anche da soli

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Marketing

Non tutti i clienti sono geneticamente modificati in modo da non poter capire le nostre verità.
Spesso è solo che per loro i social media sono complicati quanto la fisica quantistica (cui, in effetti, assomigliano).

Il pezzo di Roberto Venturini comincia su Digital Planner, Digital Marketing, ma finisce su Apogeo: ho molto goduto della lettura di questo articolo, perché mette insieme due delle cose che più apprezzo. Mi permetto però di fare una piccola precisazione, o meglio una aggiunta che ritengo perfettamente coerente con l’arguto paragone messo su da Roberto.

La meccanica quantistica ci rivela che l’atto di guardare o di misurare qualcosa non è mai neutro, e che l’osservatore, interagendo con il sistema che osserva, ne modifica radicalmente le proprietà (principio d’indeterminazione di Heisenberg, per capirci qualcosa consiglio una passeggiata con Oliver). Questo evidentemente vale anche nell’ambito del marketing:

Fino a quando abbiamo osservato le persone a livello macroscopico, interpretandoli come target, gruppi grandi di esseri umani, le logiche erano logiche e le cose del marketing avevano senso. Anche perché i comportamenti del singolo non erano misurabili (poco e male e a caro prezzo, suvvia). Con internet e soprattutto coi social media, abbiamo iniziato a vedere i comportamenti delle single particelle subatomiche, pardon, degli individui, e le loro reazioni. E le loro interazioni. Tra loro e verso di noi. E per i manager abituati al marketing newtoniano, tutto ha iniziato ad avere poco senso.

Non è possibile conoscere contemporaneamente la posizione e la velocità di ogni singolo utente della rete :)

Una aggiunta: volendosi spingere un po’ più in la con il ragionamento, dato che esistono leggi simili che sottostanno a materie differenti, si potrebbe dire che la realtà tutta è ordinata e conoscibile. Ma qui mi sto addentrando nel filosofico e preferisco fermarmi. Non prima però di aver fatto notare che questa –il fatto che noi possiamo imparare sempre di più– è una cosa grande!

Socialquantistica

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Web

Io sono onnivoro, goloso e curioso, e in questo meccanismo casco con regolarità, salvo poi accorgermi che nella ridondanza non ci sto bene, non seguo, non partecipo, non leggo.
/by Borborigmi di un fisico renitente

Capita spessissimo anche a me, ma grazie al cielo ho un buon metabolismo e in ogni caso sto imparando a rifiutare…

Metabolismo accelerato

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Letture della settimana – numero zero

Una piccola selezione di contenuti che mi ha fatto piacere leggere questa settimana e che vorrei riproporre per non lasciarli dispersi nella grande rete:

  • Favole per uomini di marketing di Mizio Ratti
    Una storia ironica e dissacrante per vedere come nella vita ci sia bisogno di coraggio. A piacimento è possibile cambiare i nomi dei protagonisti per adeguarli alle esigenze di ciascuno).
  • I difetti di Facebook di Sergio Maistrello
    Appunti di un utente col desiderio di capire i motivi di interesse e di “indigestione” del social-network attualmente più famoso del mondo. Io ancora non ne faccio parte.
  • www.designishistory.com
    Parte della tesi di laurea di Dominic Flask, questo sito è stato creato per cominciare ad introdursi nel fantastico mondo del design grafico e non solo. Gli addetti al lavoro ne trarranno grande vantaggio, ma anche tutti gli altri potranno scoprire un po’ di bellezza (che non guasta mai, anzi, salva il mondo!).
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Preferiti Deliziosi

Incredibile nuova features per il rinnovato Delicious!

Vedremo come va quando funzionerà.

[Blog Posting Tool on Delicious]

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Mi è bastato poco per capire che TheFilter avrebbe preso il posto di programmi come FastFM, Songza e Jogli.

[grazie a Daneel per la segnalazione di questo articolo che mi ha fatto intuire le potenzialità nascoste]
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