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La verità sulle pubblicità di Sky

In questi giorni si fa un gran parlare delle pubblicità di Sky e del vilipendio alla religione.

Sono cattolico, non l’ho mai nascosto, ma questa campagna non mi ha fatto storcere il naso più di tanto. Perlomeno non per l’argomento religioso, che se ben usato ci sta ed è bello: chi non si ricorda la famosa pubblicità di Pirelli con Ronaldo pantocratore?

Il punto in questione non è la derisione della religione, ma il fatto che Sky ci ha abituato ad un livello di qualità della sua pubblicità ben maggiore di quello visibile in questi giorni che è proprio scontato e banale a voler essere sinceri…

Solo su Sky i miracoli fanno pena

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Letture

Anno II, #11

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.

  • This means that I can mount the slanted lid facing two directions, not just the one I want. If I put it on the wrong way it will not give me any indication of the slanting of the felt tip.
    L’usability post è sempre un interessante ed arguto punto di partenza per riflessioni sul design, in questo caso su come “forzare” in senso buono l’utilizzo degli strumenti da parte delle persone.
  • Se fossi Cecco, come sono e fui, torrei le idee giovani e leggiadre e vecchie e laide lasserei altrui.
    Consigli utili per una pubblicità migliore di Pasquale Barbella.
  • Ho un caro amico sessantenne che si sbellica come un pazzo ogni volta che vede Bud Spencer far volare cinque o sei energumeni con un solo cazzotto. Sono quarant’anni che lo guarda ma ogni volta si scompiscia.
    Un racconto comico sulla vita, la morte e l’ateismo di Mary Eberstadt di Rino Camilleri.
  • La distanza è poco più di un chilometro e mezzo e me la macino in poco tempo, ascoltando la colonna sonora di Sword & Sworcery, un album elettronico di Jim Guthrie, molto debitore del suono a 8 bit dei grandi videogiochi di un tempo. Il disco mi culla anche nell’attesa del 409. Poi, salito su quel vettore di umanità varia, decido di passare a qualcosa di più aggressivo e mi affido alla voce di Sebastian Bach e dei suoi Skidrow. L’album è Slave to the Grind e io faccio forza su me stesso per non scuotere il testone per tutto il viaggio.
    Il pezzo di RRobe è molto più di questo estratto, parla di musica, di cultura italiana, del vil denaro, di supporti fisici e digitali, e del piacere di fare qualcosa apparentemente senza senso…
  • Temo, però, di essere ferma alla politica di don Camillo e Peppone. Dove non c’erano intercettazioni, pensioni super-miliardarie, processi, inchieste, immigrati eccetera eccetera. E, dopo accese discussioni e qualche tavolo sulla schiena, si rimetteva tutto a posto con un fiaschetto di Barbera.
    Un parere interessante sulle questioni di politica dei nostri giorni.

Letture della settimana

Digressione
Advertising, Marketing

Recupero l’inizio della 3 [mini] discutibile tesi di Gianluca Diegoli…

Le persone si relazionano prima di tutto con altre persone, non con aziende anonime […]

… e la collego al primo punto de La pubblicità che vorrei su Il dizionario eretico di Pasquale Barbella.

Se fossi Fiat, sceglierei come testimonial pubblicitari alcuni operai perché dicano di un’auto: «Sono affezionato a questa macchina perché l’ho fatta anch’io.»

Siete grandi e vaccinati: le conclusioni potete trarle da soli.

Perché l’ho fatto io!

Digressione
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Le cose che le persone reali non dicono sulla pubblicità

tpdsaa è un tumblr bellissimo, nato da poco, che mette insieme quelle frasi stancamente recitate dai marckettari presso i CdA, facendole per così dire “recitare” ai soggetti delle fotografie stock che più false di così non si può.

Un connubio perfetto che esalta la vacuità di tali dichiarazioni

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Altro

Letture della settimana #5

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.

  • È ora di rimandare “gli artisti della pubblicità” all’arte, di separare di nuovo creatività e advertising. Le persone dalle aziende si aspettano genuinità e autenticità, non creatività fine a sé stessa.
    52esima discutibile tesi citata nell’articolo 10 motivi per cui i creativi non fanno bene al marketing di Gianluca Diegoli, con annessa presentazione esilarante! (perché a volte tristemente vera…)
  • Il leggere dell’ennesima bufala montata dai media mi faceva venire in mente che se la verità non esistesse, o fosse soggettiva, allora lo svelare una bufala non avrebbe senso.
    Tratto da Le bufale e la lama di Berlicche
  • Ragazzi, questo è un blues con riff in Sì, perciò occhio agli accordi e statemi dietro, okay? […] Forse non siete pronti per questa musica. Ma ai vostri figli piacerà.
    Nostalgia per questo bellissimo articolo di Thomas Magnum (non il personaggio ;) a cui va il mio grazie: “dove stiamo andando noi non c’è bisogno di strade!”
  • Un incompetente di oggi sembra che sappia: ma se grattate la superficie scoprirete che copia, imita, ripete, impara la parte. Provate a cambiare copione. Lo fregherete. Lasciate che creda che voi abbiate fiducia in lui. Arriverà il giorno nel quale ammiccando vi dirà che, in fondo, ha avuto culo. Sarà per voi arrivato il momento di farglielo come una capanna.
    Tratto da Daje all’incompetente di Daniela Losini.
P.S. Chi trova alcuni dei fili che legano tra loro gli articoli, vince ;)
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Il Gigolò di Calzedonia

Avrete certamente visto il lunghissimo spot di Calzedonia per la linea “uomo” con Mark Vanderloo (ma chi diavolo è? e sì che lo spot dovrebbe essere rivolto agli uomini).

Tenuto conto dell’oggetto pubblicizzato e della lunghezza dello spot dovrebbe essere un “pippone clamoroso”, e invece mi sento di ammettere che è piacevole, anzi. L’ispirazione per questo pezzo è facilmente riconoscibile in una particolare sequenza del film American Gigolò con Richard Gere.

Vedere da 1’10”.

Cosa mi ha colpito di questo spot? che ha saputo raccontare con malizia –e un pizzico di furbizia– un prodotto banale come un calzino da uomo (che non è tra i più facili da pubblicizzare assieme agli assorbenti, etc.) senza però scadere nel banale.

E per di più mettendo in bellissima mostra il prodotto, bravi!

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Pubblicità, Spot

Lo spot Eni e la sabbia

Direttamente dalla rete alla tivù, il nuovo spot Eni di questo inizio 2010.

Ilana Yahav
Kseniya Simonova che andava per la maggiore parecchio –per gli standard di internet– tempo fa.
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