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Anno II, #5

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.
Questo giro ce ne sono parecchie, e altre non le ho ancora finite neppure io…

  • Tu che stai leggendo queste righe, ti piacciono le rughe o le occhiaie? Ti piace sentirti dire che sei una persona normale come tutti gli altri? Insomma la verità o l’onestà verso di te e il tuo aspetto sono per te importanti? Oppure come nella maggioranza dei casi preferisci sentirti dire qualche pietosa bugia?
    Elogio della falsità di Roldano De Persio: cose già dette e già sentite, ma ancora non abbastanza.
  • […] voi avevate un budget spropositato e seimila navi ricolme di uomini pesce, bastava farli combattere, bastava farli correre, bastava farli AGITARE I PUGNI, bastava una cosa QUALSIASI che non fosse questa inspiegabile puttanata.
    Mi perdonerete questa citazione de il cazzo
  • La ragione principale della mia delusione è che non si costruisce un giornale partendo dalla base teorica che la tecnica sia più importante del contenuto. E qui invece lo si è fatto.
    Il solito, stesso, medesimo errore di sempre (la qual cosa vale anche per il design).
  • Me ne sto convincendo addirittura io, che sono di legno: la vignetta quadrata ammazza le scene d’azione.
    Da Square kills your soul di Emi
  • Questo articolo ha guidato per giorni la classifica [del NYT sulla “Singolarità” n.d.a.] e solo oggi è  passato al secondo posto.
    «In favore di cosa?» chiederete voi: “Intanto che gli uomini si ribellano, i gatti del Cairo vengono dimenticati” (come non dimenticare invece il Meeting del Cairo).

Letture della settimana

Digressione
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Sotto assedio

Mi tocca retrodatare un articolo perché è troppo bello per non segnalarvelo.

Guardate come hanno “raccontato” analogamente lo stesso problema nelle due differenti campagne: chi non è allergico può provare ad immaginare cosa prova una persona che ne soffre.

Fonti attendibili dicono che sia proprio così.
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Narrazione, Video

La vita: una storia

Da 1 a 100

Splendido il confronto tra i più giovani e i più vecchi, che spesso tra loro si assomigliano, il #1 è fenomenale mentre appoggia il suo gicattolo (probabilmente la scenetta l’hanno rifatta infinite volte, come puoi “domare” un bimbo?!); interessante notare gli sfondi, via via sempre più “casalinghi”, e i colpi, sempre più “incerti” (ovviamente con le dovute eccezioni).

[L’articolo nasce da questo filmato visto una volta su SwissMiss, TuTubo ne è piena…]

Homer non poteva macare…

Il gioco funziona anche senza le persone.

Si vede quanto si invecchia.

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