Apple

Un esperimento che terrei assolutamente sott’occhio –fossi a capo della Apple!– quello imbastito da Jeremie Francone e Laurence Nigay che sfruttano l’head-tracking per simulare l’effetto del 3D sull’iPad sfruttando solo la fotocamera frontale. Se si aggiungessero anche gli accelerometri, questa tecnologia non avrebbe rivali (forse solo il Kinect ;). Lasciamo perdere il Nintendo 3DS, che devi starci proprio davanti altrimenti è pessimo!

Mi vengono in mente per ora solo 2 limitazioni da non sottovalutare:

  1. l’utilizzo, legato al riconoscimento del volto, è possibile a non più di una persona per volta (non necessariamente vincolante, e molto comodo invece per giochi stile first-person);
  2. ci sono limitazioni spaziali meno restrittive, ma l’angolo di ripresa della fotocamera non è infinito (e soprattutto non si hanno dei riferimenti visivi su questo).
/by melablog

P.S. Qualcosa di estremamente simile era stato fatto già qualche anno fa da Julius Eckert (per il quale avevo realizzato l’icona di SimpleTODO): guardate in fondo alla pagina iSight funFace recognition.

P.P.S. Mi sto crogiolando al pensiero di uno sparatutto in cui ci si muove con gli accelerometri e si sbircia da dietro gli angoli spostandosi di lato per davvero :D

Glasses-free 3D on iDevices

Digressione
Letture

Anno II, #9

Piccolo compendio per affrontare bene il finesettimana

  • the iPhone and iPad are unitasking devices…
    Multitasking su ignore the code
  • […] come fanno a essere così ciechi e smemorati, come fanno a non ricordarsi di aver sputato sul loro unico e vero alleato fino a dargli del delinquente (e ad averlo scritto a caratteri cubitali, nove colonne in prima), cosa gli ha fatto cambiare idea. Poi ho pensato che basta guardarsi in giro, e a volte allo specchio, che questa è pratica comune della gggente, nel lavoro, nelle cose private, senza alcun senso non dico della memoria ma quantomeno del ridicolo […]
    Articolo interessante di Sir Squonk non tanto sul problema della memoria, quanto sul fare un piccolo esame di coscienza.
    Inoltre mi ha fatto accorgere che la “Smemo”, il popolare diario (io ho sempre avuto il Comix) è una “perifrastica” proprio come agenda, merenda e mutanda…
  • Qui non cito niente, ma provo a collegare due articoli (questo e il secondo con il mio commento) letti recentemente, vediamo se capite perché…
  • Il giornalista le notizie dovrebbe diffonderle non crearle.
    N.B. l’autore di queste parole ha solo 15 anni. Leggete il resto e… grazie Marco!
  • I giapponesi lo sapevano, ti viene da pensare. Lo hanno sempre saputo. Erano preparati. Ci sono già passati. Non c’è nulla di cui preoccuparsi.
    Questo l’articolo di RRobe sul terremoto in Giappone. Inoltre un paio di coincidenze raccolte in settimana sul tema, trasversalmente attinenti e che danno da pensare fulla “finitezza” dell’uomo (mi raccomando non fraintendetemi!)

Letture della settimana

Digressione
Altro

Anno II, #5

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.
Questo giro ce ne sono parecchie, e altre non le ho ancora finite neppure io…

  • Tu che stai leggendo queste righe, ti piacciono le rughe o le occhiaie? Ti piace sentirti dire che sei una persona normale come tutti gli altri? Insomma la verità o l’onestà verso di te e il tuo aspetto sono per te importanti? Oppure come nella maggioranza dei casi preferisci sentirti dire qualche pietosa bugia?
    Elogio della falsità di Roldano De Persio: cose già dette e già sentite, ma ancora non abbastanza.
  • […] voi avevate un budget spropositato e seimila navi ricolme di uomini pesce, bastava farli combattere, bastava farli correre, bastava farli AGITARE I PUGNI, bastava una cosa QUALSIASI che non fosse questa inspiegabile puttanata.
    Mi perdonerete questa citazione de il cazzo
  • La ragione principale della mia delusione è che non si costruisce un giornale partendo dalla base teorica che la tecnica sia più importante del contenuto. E qui invece lo si è fatto.
    Il solito, stesso, medesimo errore di sempre (la qual cosa vale anche per il design).
  • Me ne sto convincendo addirittura io, che sono di legno: la vignetta quadrata ammazza le scene d’azione.
    Da Square kills your soul di Emi
  • Questo articolo ha guidato per giorni la classifica [del NYT sulla “Singolarità” n.d.a.] e solo oggi è  passato al secondo posto.
    «In favore di cosa?» chiederete voi: “Intanto che gli uomini si ribellano, i gatti del Cairo vengono dimenticati” (come non dimenticare invece il Meeting del Cairo).

Letture della settimana

Digressione
Altro

Letture della settimana

Anno II, #5

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana. Ce n’erano molte altre, ma il tempo è tiranno…

  • Fummo una generazione irriverente, trasgressiva. Negli anni Settanta chi non ha fatto scioperi e okkupazioni? Il “vietato vietare”, il sei politico, poi gli spinelli, gli amorazzi usa e getta, il fanatismo ideologico, la violenza politica, i capetti intolleranti circondati di “compagne” adoranti.
    Per non dimenticare i fattacci politici di cui si (s)parla questi giorni, grazie ai due Tony, l’amico e “lo Straniero”.
  • Joe Eszterhas, sceneggiatore di alcune delle più celebri scene di sesso di Hollywood. Tra i suoi film, il famoso «Basic instinct» in cui Sharon Stone mostra le sue grazie accavallando le gambe…
    Non immaginerete mai come va avanti questo pezzo. Grazie agli “antidoti” di Rino Camileri.
  • Prendete un semplice foglio da disegno. Misuratelo […] I formati di carta seguono infatti come base delle loro dimensioni la √2 e i numeri ad essa correlata. Lo stesso valore è anche usato per determinare gli spessori standard delle punte delle penne da disegno tecnico […] Si può infatti così disporre automaticamente della penna giusta per continuare a lavorare sul disegno anche dopo una modifica della scala rispetto al formato standard dell’originale.
    Dal foglio di carta all’iPad su GravitàZero.
  • Questa è una di quelle immagini che uno le guarda, le capisce, e pensa: l’universo è un posto pazzesco.
    La fine del mondo, ovvero quando le galassie si scontrano su Keplero.
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