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Batch rename

Sono quasi pronto a dire addio ai programmini di terze parti che fanno altrettanto… eccetto quelli che supportano anche le espressioni regolari.

Apple Mac OS X Yosemite Finder batch rename files

Federico Viticci @macstories

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Click to go to folder (sort of…)

Nell’eterno tentativo di semplificare le azioni ripetitive che fanno perdere tempo, una delle cose che più mi stanno a cuore è la possibilità di condividere il percorso di un file sul server in maniera efficace. Il comando “Vai alla cartella” semplifica molto questo processo, ma ha la noiosa caratteristica di non poter puntare direttamente ad un file specifico, e nel caso di cartelle condivise si rischia di avere moltissimi file tra cui spulciare…

In ogni modo ho recentemente trovato una soluzione migliore, anche se non perfetta. Tralasciando tutte le complicazioni tecniche del caso, la procedura prevede di avere a disposizione il percorso del file sul server, e per ottenerlo agilmente basta trascinare il suddetto file all’interno della finestra del browser. Se il file è supportato, come per le cartelle o le immagini, questo vi verrà mostrato, mentre se il file non è supportato generalmente partirà il processo di download. L’importante comunque è ottenere questo:

file:///absolute/path/to/file.ext

Da notare che la cosa funziona anche nel caso in cui il percorso del file presenti degli spazi (che verranno automaticamente sostituiti da “%20” in quanto le URL non ne possono contenere).

A questo punto non resta che spedire il percorso al collega e questo potrà tranquillamente “aprire il link” direttamente nel Finder.

link al file

Per raggiungere la perfezione sarebbe comodo poter semplicemente fare click sul link, ma questo al momento su Mail di OS X semplicemente non ha effetto. Inoltre incollando il percorso di un file, Mail sostituisce il percorso con il file stesso, rendendo inutile tutto il lavoro (bisogna fare attenzione ad incollare il “testo” del percorso).

Aggiornamento

La procedura in Maverick non funziona benissimo: il file linkato non viene più mostrato nel finder, ma viene aperto direttamente con l’applicazione specificata… sigh!

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Click to go to folder…

Sarebbe estremamente utile trovare un modo per automatizzare il più possibile l’accesso alle cartelle del Finder…

Per lavoro ho spesso la necessità di accedere a profondissime cartelle archiviate sul server. Fin’ora mi son sempre fatto bastare il comando “Vai alla cartella…” (+⇧+G), che in abbinata a preziosi e gratuiti software copy path rendono il tutto ancora più agile.

Solitamente invio (o ricevo) tramite mail/chat il percorso del file sul server: lo copio, ⇧⌘G, incollo e via andare! Sarebbe però interessante sviluppare o trovare una sorta di plugin che intercetta il path direttamente nell’applicazione (magari “correggendolo” nel caso non punti direttamente ad una cartella, ma ad un file al suo interno) e lo trasforma in una sorta di link che apre direttamente la cartella nel finder, proprio come succede online su qualsiasi sito, saltando i 3 passaggi intermedi.

Una soluzione sarebbe quella di scrivere l’indirizzo completo smb://nome_server/etc. ma nel caso di nomi di cartella contenente degli spazi il giochino si rompe, e stare a riscriverli a mano mi sembra assai inefficiente.

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Contare i file presenti in tutte le sottocartelle

Ieri per un lavoro avevo necessità di contare una masnada di file divisi per linee di prodotto in varie cartelle presenti sulla mia scrivania.

Avevo già trovato un utile script da terminale…

cd ~/Desktop ↩
find "prodotti/linee/" | wc -l

… quando mi son ricordato dell’inspector del Finder (shortcut ⌘+⌥+i)!

L’inspector, a differenza del Pannello informazioni, è una finestrella flottante (si chiude solo col mouse) sensibile al contesto e pertanto può mostrare anche informazioni relative a elementi multipli come il numero complessivo dei file presenti in una struttura di cartelle.

Chiaramente da terminale ci sono molte utili opzioni aggiuntive, come la possibilità di contare anche i file nascosti, oppure filtrarli, etc.

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Mac OS X Lion: The Bad

Contrariamente a quanto dice la sindrome da nuovo layout di Facebook, provo comunque a buttare giù un paio di considerazioni su ciò che non va così bene nel prossimo OS di casa Apple, il Leone (che l’oroscopo sia con te!).
Partiamo con una considerazione di estetica (lascio i dettagli importanti all’Usability Post).

Interfaccia grafica


Perché QuickLook, che è e resta un’altra cosa dal Finder, diversa e distaccata, si cerca di integrarlo, mentre QuickTime no? posso provare a capirlo che ogni app ha la sua essenza, come le nuove iApp (vedere rubrica, mail e calendari), ma questi due sono proprio delle voci fuori dal coro e per motivi tra loro discordanti, per giunta.
BHO, ma passiamo oltre.

Scrolling al contrario

In previsione della prossima generazione di computer completamente multitouch (chissà quando!), adesso ci dobbiamo rassegnare allo scrolling invertito: non più la metafora della telecamera che si abbassa sul contenuto, ma di questo che viene spostato (pan e zoom) all’interno della finestra, quindi per scendere bisogna salire, SIGH!

Autocorrezione

Grazie al cielo si può disabilitare. Rimarrà forse attiva alla pressione del tasto ESC? (se devo essere sincero, mai usato…)

Mission Control e Fullscreen app

Qui intravedo un filo di confusione: se Mission Control è la naturale (?) evoluzione di Exposé, però le app a tutto schermo che scorrono come Spaces le tovo un po’ scomode. Spaces continuerà ad esistere? Personalmente in passato l’ho osannato, ma alla fine mai usato veramente mentre molti amici non possono farne a meno (sarà che sono un precisino del cavolo e uso lo stretto indispensabile per volta…).

Dock

Questa la capisco, giuro, ma proprio non mi piace: va bene che il nuovo sistema congela le app e le riapre al volo senza preoccupazioni, maporcapupazzola io che sono un fottuto precisino impazzirò per controllare cosa è acceso e cosa no! Chiaro che l’utente dovrà sempre più naturalmente interfacciarsi con il computer, ma da qui a nascondere i processi attivi ne passa… (Nota a margine, avete notato che Google Chrome dev per spegnersi chiede di tenere premuto mela+Q? credo sia in previsione di questa cosa…)

Come ieri, immagini e altro su melablog.
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A quanto si può leggere in rete in questi giorni, il 2011 sarà l’anno del Leone!

Backup automatico su disco locale, codifica video dal Finder, migrazione direttamente da piccì, abolito l’inutile FrontRow (evvai!), migliorie per iChat finalmente –forse– multiprotocollo, controllo del contenuto delle cartelle come uno sviluppatore, launcher delle app, test supersegreti sull’inviolabilità del sistema, una buona integrazione tra spaces ed exposè e mi aspetto ancora tanto altro under the hood… qualcosa forse lo vedremo già domani.

Macché anno del coniglio!

Digressione
Altro

Letture della settimana #13

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.

  • “Simili anomalie [~scientifiche n.d.a.] dimostrano la precarietà dell’empirismo” […] il problema è che “ci ricordano quanto sia difficile provare qualcosa. Ci piace far finta che i nostri esperimenti definiscano per noi la verità, ma spesso non è così. Perché il fatto che un’idea sia vera non significa che possa essere provata. E che un’idea possa essere provata, non significa che essa sia vera. Una volta fatti gli esperimenti, noi dobbiamo ancora scegliere a cosa credere”
    Tratto dall’editoriale Obama e la verità di Lorenzo Albacete su Il sussidiario.
  • Every Vogue cover piled one on top of the other forms the Virgin Mary
    In questo esperimento –che io interpreto per quanto interessa al mio lavoro– Vogue Italia appare essere il più visivamente incasinato: non si riconosce nessuna forma predominante, anzi pare essere proprio quello più brutto a causa del patchwork tipico dei magazine di moda da 4 soldi…
  • Non mi rimane da capire se hanno previsto anche le composizioni dei tre titoli.
    Volete scoprire qualcosa di nuovo su uno dei più storici fumetti italiani? Ecco qui, grazie Diegozilla!
  • Siamo un popolo retrogrado che ha bisogno che Internet arrivi in TV per farsi conoscere meglio, in una società in cui solo ciò che passa per il cavo catodico di una volta risulta degno di attenzione.
    Pamela Ferrara ironizza sulla pubblicità di Google
  • Vi siete mai chiesti se l’icona del Finder fosse mai stata ispirata da qualcosa?
    Mha, chissà…
  • 1 minuto, niente parole, solo musica e 14 attori in performance @ NYT
  • I was propelled to start searching for the file name, img_0309, on various search engines and photography websites.
    IMG_1309 è un esperimento interessante anche se abbastanza inutile.
  • “A Natale tutti sono buoni” – disse la mendicante allungando la mano. “Per fortuna” – rispose l’uomo e tirò dritto, pensando che sarebbe stato il colmo per un ladro fare l’elemosina.
    Un racconto di Natale in ritardo di Alessandro D’Avenia.
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