Pensieri

Pagare per (nome del famoso servizio internet qui)?

Metto insieme alcune letture in questi giorni di… cookie: il problema non è pagare per questo o quel servizio internet –per non essere più un prodotto, ma un cliente– ma “chi può permettersi di farlo e chi no?” anche solo anagraficamente parlando! e resterebbe comunque il fatto che “Don’t be evil” è solo un bel motto, ma poi lo si mette in pratica?

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Marketing

Obermutten

È il piccolo paesino svizzero di una 80ina di abitanti più famoso al mondo.

Non sto a spiegare ulteriormente la questione perché la si capisce assai bene dal video e poi la potete leggere in italiano dove l’ho letta io poco fa (grazie Roberto per i tuoi sempre ottimi articoli!).

Ci tenevo soltanto a sottolineare e collegare alcune piccole cose che normalmente vengono diffuse e si possono facilmente ritrovare in rete, ma a quanto pare ci sono un sacco di orecchie da mercante in circolazione: per essere visibili su internet non serve un nome famoso e altisonante di una grande marca, quanto la semplicità schietta e una vera relazione con il “fantomatico” utente.

In questo caso c’è proprio tutto:

  • la viralità di un paesino sconosciuto che cresce in popolarità più di chiunque altro (brand e celebrità)
  • la semplicità di poche persone –ma vere!– che ti rispondono sempre e se non riescono si scusano mettendoci la faccia (devono anche mandare avanti il ristorante)
  • un concorso con dei regali in palio (qualcuno potrebbe obiettare “di scarso valore”, però handmade! e qui Etsy dice la sua)
  • un reale riscontro, come si dice, IRL in real life, nella vita vera, non solo quella digitale dei “soccialcosi”
  • una considerazione un po’ più alta delle persone, perché non servono follower e fan che seguono superficialmente tutto, quanto veri “amici” disposti perlomeno venire a trovarti se sanno che ne vale la pena (la spiegazione più bella a proposito la potete leggete qui grazie a Gianluca: “Regalate campioncini del costo di un euro, e avrete l’attenzione che dedicherebbero a una monetina da un euro trovata per terra”)
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Letture

Anno II, #9

Piccolo compendio per affrontare bene il finesettimana

  • the iPhone and iPad are unitasking devices…
    Multitasking su ignore the code
  • […] come fanno a essere così ciechi e smemorati, come fanno a non ricordarsi di aver sputato sul loro unico e vero alleato fino a dargli del delinquente (e ad averlo scritto a caratteri cubitali, nove colonne in prima), cosa gli ha fatto cambiare idea. Poi ho pensato che basta guardarsi in giro, e a volte allo specchio, che questa è pratica comune della gggente, nel lavoro, nelle cose private, senza alcun senso non dico della memoria ma quantomeno del ridicolo […]
    Articolo interessante di Sir Squonk non tanto sul problema della memoria, quanto sul fare un piccolo esame di coscienza.
    Inoltre mi ha fatto accorgere che la “Smemo”, il popolare diario (io ho sempre avuto il Comix) è una “perifrastica” proprio come agenda, merenda e mutanda…
  • Qui non cito niente, ma provo a collegare due articoli (questo e il secondo con il mio commento) letti recentemente, vediamo se capite perché…
  • Il giornalista le notizie dovrebbe diffonderle non crearle.
    N.B. l’autore di queste parole ha solo 15 anni. Leggete il resto e… grazie Marco!
  • I giapponesi lo sapevano, ti viene da pensare. Lo hanno sempre saputo. Erano preparati. Ci sono già passati. Non c’è nulla di cui preoccuparsi.
    Questo l’articolo di RRobe sul terremoto in Giappone. Inoltre un paio di coincidenze raccolte in settimana sul tema, trasversalmente attinenti e che danno da pensare fulla “finitezza” dell’uomo (mi raccomando non fraintendetemi!)

Letture della settimana

Digressione
Altro

Letture della settimana #7

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.

  • ( […] Abituati, mi contraddico spesso, perché la scrittura non è come la matematica. Qui due più due può fare 8, può fare banane, può fare anche elicottero.)
    Tratto dalla prima lezione dello scrittore atomico Diegozilla /grazie a

  • E quando vedi dei ragazzini che vengono da te e ti dicono che vogliono fare il tuo stesso lavoro, è incredibile.
    Dovrebbe essere così per ogni lavoro! Tratto dall’Intervista a Greg Nicotero di Casanova Wong Kar-Wai per I 400 calci
  • In my color book there is no new theory of color. But, in it, there is a way to learn to see.
    Interaction of colors di Josef Albers @ The Designer’s review of Books, e ci aggiungo anche un’altra citazione: “Color is fooling us all the time. All the time, like women do, you see, life is interesting.

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Blog

Letture della settimana – numero zero

Una piccola selezione di contenuti che mi ha fatto piacere leggere questa settimana e che vorrei riproporre per non lasciarli dispersi nella grande rete:

  • Favole per uomini di marketing di Mizio Ratti
    Una storia ironica e dissacrante per vedere come nella vita ci sia bisogno di coraggio. A piacimento è possibile cambiare i nomi dei protagonisti per adeguarli alle esigenze di ciascuno).
  • I difetti di Facebook di Sergio Maistrello
    Appunti di un utente col desiderio di capire i motivi di interesse e di “indigestione” del social-network attualmente più famoso del mondo. Io ancora non ne faccio parte.
  • www.designishistory.com
    Parte della tesi di laurea di Dominic Flask, questo sito è stato creato per cominciare ad introdursi nel fantastico mondo del design grafico e non solo. Gli addetti al lavoro ne trarranno grande vantaggio, ma anche tutti gli altri potranno scoprire un po’ di bellezza (che non guasta mai, anzi, salva il mondo!).
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Advertising, Amici

Quindi io valgo meno di un panino?

La trovata migliore del momento: Whopper Sacrifice.

  • fa parlare di se non solo per l’assurdità;
  • facile da scoprire tramite molte hot-keywords (Facebook, Free, …);
  • un panino fa sempre gola;
  • io al MacDonald preferisco di gran lunga il Burger King

Meno male che non esiste ancora in italia, e soprattutto che io non ho FB! (questo sarebbe un ottimo incentivo ad aprire un account “serio”)

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Web

Opportunità sprecate

Oggi volevo scrivere l’articolo sui motivi per cui non apprezzo FaceBook, ma sono in centro a Milano a fare foto per una campagna pubblicitaria… alla prossima “occasione”.

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