Ma la vera domanda è, che diavolo è questo frame (1’38”)?

Film

Visioni del reale

È un po’ che è in giro, ma ho avuto modo di segnarmelo qui sul blog solo ora. Inoltre di recente ho visto analoghi esperimenti con i quadri che “prendono vita”, ma questo film al momento sembrerebbe essere imbattibile.

Da un punto di vista dell’immagine, dell’inquadratura e della fotografia –quindi tralasciando la storia, la sceneggiatura, etc. di cui non so ancora nulla se non quello che ho letto sul sito ufficiale– è un capolavoro! e si prova quella strana sensazione per cui ad un primo colpo d’occhio non sapresti dire se siano le opere originali, ma poi un dettaglio cambia, un volto si gira, il fumo delle sigarette… succede qualcosa di inaspettato, ma bello: ed il gioco funziona benissimo proprio perché conosciamo bene i dipinti di Edward Hopper.

Godetevi il trailer:

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Amici, Cartoon, Film, Video

Le comiche

Meno male che ho fatto in tempo a vedere i due video di ieri perché già oggi non si trovano più in rete (lo so che da qualche perte qualcuno li avrà pure copiati, devo solo cercarli).

By the way… si parlava con un collega di come spiaccia che il coyote non ce la faccia mai a prendere il velocissimo Beep-beep e di come nelle sue peripezie si faccia spesso sempre male (non ce la fa neanche nei fake, proprio perché tali), un po’ come le comiche che fanno piangere Elia, ovvero Adriano Celentano ne “Il bisbetico domato”.

Un altro contributo –ben più serio– che sfrutta il paradosso della risata per il male altrui lo potete leggere sulle pagine de Il cielo visto dal basso.
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Film, Fotografia

A picture is worth a thousand words

Ci ho messo pochissimo a trovare il titolo per questo articolo, ma non voglio parlare di immagini o di fotografie, bensì di film! che notoriamente sono “sequenze di immagini giustapposte in una animazione…”. Lasciando perdere questa parca definizione che non rende neanche lontanamente l’idea di che cosa sia un film (le variabili emozioni dove finiscono in questa formula?), seguite per un secondo il mio ragionamento: faccio un paragone, se una immagine vale più di mille parole, una sequenza di immagini varrà 1000^n parole, giusto?

Se nessuno ha niente da obiettare, proseguite pure.

Recentemente mi si è fatto evidente come spesso mi riferiso o mi faccio aiutare da film o ad altri artefatti –fatti ad arte– di pura fantasia (fumetti, libri, show televisivi, fictions, etc.) per descrivere e contestualizzare eventi reali. È una cosa abbastanza naturale, lo facciamo tutti.
La cosa interessante, secondo me, è “perché” lo facciamo!

Già “perché”?

Perché altri hanno saputo esprimere meglio di come saprei fare io, con un romanzo, con un video (diventato poi magari un “classico hollywoodiano” o un blockbuster da milioni di euro), con anche solo un opera d’arte, un concetto astratto “utile” alla vita quotidiana.

L’ho notato perché mi è capitato di farlo a distanza di pochi giorni scrivento alcuni commenti agli articoli che segnalo di seguito.

  1. su WordPress.com? No grazie di Massimo Mantellini in riferimento alla censura di WordPress;
  2. su Google is Evil? di Wolly in riverimento alla privacy violata con Buzz.
  3. su  La porta La porta di Berlicche

L’ho fatto altre volte in passato, sia su queste pagine che semplicemente parlando con gli amici, e questa cosa mi piace, perché mi aiuta a farmi capire.
Io stesso sono un “disegner” nel senso che spesso dico di me “che sono più bravo a disegnare che a parole” ;)

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Film

“The Road” troppo deprimente?

Ma stiamo scerzando?!
Uno dei libri più belli che abbia mai letto, sarebbe troppo deprimente?!

Mi sto riferendo al giudizio che ho appena letto a proposito del film che avrebbero dovuto distribuire in Italia e che

ruota attorno ad una vicenda ritenuta troppo cupa e deprimente per suscitare l’ interesse del pubblico nostrano, tanto da destare preoccupazioni [fonte cineblog]

Certo, il giudizio è sul film, ma è indirettamente anche sul libro, e questo non mi sta bene. Senza contare che spesso –anche se non è una regola applicabile in generale– il film tratto dal libro è di peggior fattura.

Mi viene da chiedermi se la gente che ha espresso questo giudizio l’abbia mai almeno letto/guardato, un po’ come è accaduto a Roberto Recchioni (con la “i”) di recente.
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