Marketing

Obermutten

È il piccolo paesino svizzero di una 80ina di abitanti più famoso al mondo.

Non sto a spiegare ulteriormente la questione perché la si capisce assai bene dal video e poi la potete leggere in italiano dove l’ho letta io poco fa (grazie Roberto per i tuoi sempre ottimi articoli!).

Ci tenevo soltanto a sottolineare e collegare alcune piccole cose che normalmente vengono diffuse e si possono facilmente ritrovare in rete, ma a quanto pare ci sono un sacco di orecchie da mercante in circolazione: per essere visibili su internet non serve un nome famoso e altisonante di una grande marca, quanto la semplicità schietta e una vera relazione con il “fantomatico” utente.

In questo caso c’è proprio tutto:

  • la viralità di un paesino sconosciuto che cresce in popolarità più di chiunque altro (brand e celebrità)
  • la semplicità di poche persone –ma vere!– che ti rispondono sempre e se non riescono si scusano mettendoci la faccia (devono anche mandare avanti il ristorante)
  • un concorso con dei regali in palio (qualcuno potrebbe obiettare “di scarso valore”, però handmade! e qui Etsy dice la sua)
  • un reale riscontro, come si dice, IRL in real life, nella vita vera, non solo quella digitale dei “soccialcosi”
  • una considerazione un po’ più alta delle persone, perché non servono follower e fan che seguono superficialmente tutto, quanto veri “amici” disposti perlomeno venire a trovarti se sanno che ne vale la pena (la spiegazione più bella a proposito la potete leggete qui grazie a Gianluca: “Regalate campioncini del costo di un euro, e avrete l’attenzione che dedicherebbero a una monetina da un euro trovata per terra”)
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Marketing

Non tutti i clienti sono geneticamente modificati in modo da non poter capire le nostre verità.
Spesso è solo che per loro i social media sono complicati quanto la fisica quantistica (cui, in effetti, assomigliano).

Il pezzo di Roberto Venturini comincia su Digital Planner, Digital Marketing, ma finisce su Apogeo: ho molto goduto della lettura di questo articolo, perché mette insieme due delle cose che più apprezzo. Mi permetto però di fare una piccola precisazione, o meglio una aggiunta che ritengo perfettamente coerente con l’arguto paragone messo su da Roberto.

La meccanica quantistica ci rivela che l’atto di guardare o di misurare qualcosa non è mai neutro, e che l’osservatore, interagendo con il sistema che osserva, ne modifica radicalmente le proprietà (principio d’indeterminazione di Heisenberg, per capirci qualcosa consiglio una passeggiata con Oliver). Questo evidentemente vale anche nell’ambito del marketing:

Fino a quando abbiamo osservato le persone a livello macroscopico, interpretandoli come target, gruppi grandi di esseri umani, le logiche erano logiche e le cose del marketing avevano senso. Anche perché i comportamenti del singolo non erano misurabili (poco e male e a caro prezzo, suvvia). Con internet e soprattutto coi social media, abbiamo iniziato a vedere i comportamenti delle single particelle subatomiche, pardon, degli individui, e le loro reazioni. E le loro interazioni. Tra loro e verso di noi. E per i manager abituati al marketing newtoniano, tutto ha iniziato ad avere poco senso.

Non è possibile conoscere contemporaneamente la posizione e la velocità di ogni singolo utente della rete :)

Una aggiunta: volendosi spingere un po’ più in la con il ragionamento, dato che esistono leggi simili che sottostanno a materie differenti, si potrebbe dire che la realtà tutta è ordinata e conoscibile. Ma qui mi sto addentrando nel filosofico e preferisco fermarmi. Non prima però di aver fatto notare che questa –il fatto che noi possiamo imparare sempre di più– è una cosa grande!

Socialquantistica

Citazione
Advertising, Marketing

Recupero l’inizio della 3 [mini] discutibile tesi di Gianluca Diegoli…

Le persone si relazionano prima di tutto con altre persone, non con aziende anonime […]

… e la collego al primo punto de La pubblicità che vorrei su Il dizionario eretico di Pasquale Barbella.

Se fossi Fiat, sceglierei come testimonial pubblicitari alcuni operai perché dicano di un’auto: «Sono affezionato a questa macchina perché l’ho fatta anch’io.»

Siete grandi e vaccinati: le conclusioni potete trarle da soli.

Perché l’ho fatto io!

Digressione
Amici, Marketing

Non ce lo aspettavamo, o forse sì, ma non ci speravamo. E invece quella che era nata come un’idea simpatica lanciata sul tavolo durante un aperitivo tra amiche sta prendendo corpo dimostrando che le idee, se interessanti, possono diventare progetti concreti.

Ieri era la festa delle donne, ma solo oggi di donne voglio parlare. In particolare di quelle nubili italiane. Sia ben chiaro non ho strane idee per la testa, sono un uomo sposato! semplicemente l’altra sera ho scoperto che una mia cara amica fa parte di questo gruppo.

La proposta che si sono inventate è chiara, semplice e promette bene, soprattutto in questo periodo: sette ragazze monzesi alla ricerca di ospitalità in una località d’Italia per l’addio al nubilato della loro amica Meg… hem Peghy.

“L’Italia – afferma Chiara, la portavoce delle ragazze – è ricca di località meravigliose, particolari e purtroppo poco conosciute al pubblico. Si rischia sempre di andare in vacanza nei soliti posti. La nostra iniziativa mira a far conoscere, grazie al nostro sito internet e grazie a una campagna di comunicazione professionale, una di queste perle nascoste nella nostra Italia. Sullo orme del film “Basilicata coast to coast” partiremo da Monza l’8 luglio prossimo a bordo di un furgone filmando e pubblicando sul nostro sito le tappe e l’arrivo a destinazione. Facciamo quindi un appello alle proloco, alle associazioni di albergatori, agli enti del turismo delle piccole località marittime d’Italia affinché ci contattino per invitarci nel loro territorio”.

Da parte mia, “in bocca al lupo, ragazze!”

Ancora nubili in Italia

Digressione
GUI, Marketing

IKEA desktop

Dato che siamo tutti abituati a pensare all’IKEA come ad un produttore di forniture da arredamento con un rapporto qualità/prezzo estremamente favorevole, a nessuno viene in mente che –per usare dei paroloni– la mission dell’azienda è “to create a better everyday life for the many“. Cosa che però fino all’altro ieri valeva solo per la casa e l’ufficio.

Infatti oggi il mondo è cambiato, è tutto un po’ più virtuale, ma loro testardamente –ed ironicamente!– insistono per far fronte a questa sfida. Pertanto hanno creato “E-Series Library”, una scrivania virtuale arredata come l’omonimo catalogo (con tanto di prezzo bene in vista nell’angolo in alto a sinistra ;) dove lo sfondo è un famoso pezzo della loro collezione, Expedit, mentre le icone sono rispettivamente i suoi complementi Emu, Jattene, Kasset, Klos, Knodd, Knuff, Lekman, Malla…

Una buona trovata di marketing per far parlare noi grafici che comunque l’IKEA ci piace, no?

Disponibile per Mac e Piccì all’indirizzo (peccato che è solo in lingua ungherese…)

Creatività laboratoryideas

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Advertising, Marketing

Il caffè migliore lo fanno gli italiani

… e tutti nel mondo lo sanno!

vergnano.png

Tempo fa una serie di splendide pubblicità del caffè Vergnano sfruttavano questo assioma con un esilarante Dustin Hoffman che voleva imparare a preparare il caffè.

Oggi è il turno di Lavazza che con The Italian Experience cerca di rifarsi a quella verità assoluta per risolvere i problemi dei consumatori stranieri, facendoli incontrare sulla piazza aperta del web con quegli italiani che possono insegnar loro a non prepararsi il solito bibbitone scialacquato che in “Ammerega” chiamano coffee.

Il premio? un viaggio erasmus sia per l’alunno che per “lo maestro”.

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“Beautiful” idee

Reclutiamo! e il “Beautiful” a cui mi riferisco è quello del film.

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