Fotografia

Somiglianze

Oggi sono approdato per caso sul sito di Michael Wolf dove ho visto la prima foto, che mi ha ricordato l’altra famosissima di Henri Cartier-Bresson…

206 Derriere la Gare Saint-Lazare

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Fotografia

Somiglianze

[via: Internazionale / Wikipedia]

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Fotografia

Forse che sto invecchiando?

Irina Werning's Back to the Future

Sacha Goldberger's fashion

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Fotografia

Occhi che tutto vedono…

Partendo dalla segnalazione ilare di una donna che non riesce a vedersi su Google Earth pur avendole provate tutte, oggi voglio segnalare 9eyes, un tumblr di Jon Rafman che raccoglie alcune tra le più strane inquadrature che si possono trovare su Google Maps…

Questi qui, a chi assomigliano?

La cosa che mi ha un po’ colpito è che a guardare le foto non si vedono, come al solito, i dipendenti di Google con i cartelloni sui prati attorno all’azienda, le parate con la banda che suona o camion della Pepsi che diventano* di CocaCola, ma al contrario è possibile dare una sbirciata ad una insolita collezione di strani personaggi, prostitute, poliziotti e varia altra gente che scappa dalle finestre, a bambini con le pistole, ai pestaggi, gli arresti, le auto in fiamme, molte scene di degrado e WTF…

Dà da pensare!

*Bonus!

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Fotografia

Una trovata geniale…

Bellissime queste illustrazioni di Sandrine Estrade Boulet che vanno a sovrapporsi sul reale fotografico, fondendosi inn armonia con l’oggetto ritratto, come una specie di augmented-reality analogica… ma c’è qualcosa che mi da un po’ fastidio: perché non le ha fatte per davvero? intendo prima disegnare per terra e poi fotografare (e non ritoccando in post-produzione la foto).

Avrebbe potuto fare benissimo cose come queste e queste o addirittura come Julian Beever
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Film, Fotografia

A picture is worth a thousand words

Ci ho messo pochissimo a trovare il titolo per questo articolo, ma non voglio parlare di immagini o di fotografie, bensì di film! che notoriamente sono “sequenze di immagini giustapposte in una animazione…”. Lasciando perdere questa parca definizione che non rende neanche lontanamente l’idea di che cosa sia un film (le variabili emozioni dove finiscono in questa formula?), seguite per un secondo il mio ragionamento: faccio un paragone, se una immagine vale più di mille parole, una sequenza di immagini varrà 1000^n parole, giusto?

Se nessuno ha niente da obiettare, proseguite pure.

Recentemente mi si è fatto evidente come spesso mi riferiso o mi faccio aiutare da film o ad altri artefatti –fatti ad arte– di pura fantasia (fumetti, libri, show televisivi, fictions, etc.) per descrivere e contestualizzare eventi reali. È una cosa abbastanza naturale, lo facciamo tutti.
La cosa interessante, secondo me, è “perché” lo facciamo!

Già “perché”?

Perché altri hanno saputo esprimere meglio di come saprei fare io, con un romanzo, con un video (diventato poi magari un “classico hollywoodiano” o un blockbuster da milioni di euro), con anche solo un opera d’arte, un concetto astratto “utile” alla vita quotidiana.

L’ho notato perché mi è capitato di farlo a distanza di pochi giorni scrivento alcuni commenti agli articoli che segnalo di seguito.

  1. su WordPress.com? No grazie di Massimo Mantellini in riferimento alla censura di WordPress;
  2. su Google is Evil? di Wolly in riverimento alla privacy violata con Buzz.
  3. su  La porta La porta di Berlicche

L’ho fatto altre volte in passato, sia su queste pagine che semplicemente parlando con gli amici, e questa cosa mi piace, perché mi aiuta a farmi capire.
Io stesso sono un “disegner” nel senso che spesso dico di me “che sono più bravo a disegnare che a parole” ;)

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Comics, Fotografia

Mattotti omaggia Eugene Smith?

hansel et gretel - lorenzo mattottiDa quando Diego mi ha fatto vedere la graphic novel Hansel et Gretel illustrata da Lorenzo Mattotti un po’ di tempo fa –quando avevo acquistato Carnera– ho avuto questo chiodo fisso per tutto questo tempo: i disegni di Mattotti mi ricordavano una stupenda fotografia di William Eugene Smith.

Talentuoso fotografo di guerra tornato a casa, dopo essere rimasto ferito ad una gamba durante una esplosione, non smette di scattare le sue amate fotografie. Il primo, emblematico, scatto che cattura dopo essersi rimesso è una foto dei suoi due figli, che “camminano” tenendosi per mano nel loro giardino.

È la luce in fondo al tunnel dalla tragedia della guerra, la guarigione dall’infermità che per tanto tempo lo ha inchiodato al letto, è l’amore per la sua famiglia ed in particolare per la piccola prole, che –fiduciosa, quindi con speranza– si avventura nelle drammatiche vicende della vita.The Walk to Paradise Garden - W. Eugene Smith, 1946

Questa foto racconta con impressionante chiarezza l’umanità di un grande uomo, nonché abilissimo fotografo del passato, e rivedere i disegni del grande illustratore emgrante italiano mi hano fatto subito pensare a questa strepitosa foto!
Che dire, è un omaggio?

Per vedere le foto in grande, cliccare sull’anteprima.
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