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Protezione online

Chi si ostina imperterrito a credere ancora che i propri dati online siano al sicuro si sbaglia di grosso, e non c’è giorno senza una nuova notizia di furto di password, di “bianchi” hacker che mettono a ferro e fuoco i sistemi per trovarne le falle, di governi spioni del ’84 etc. L’eco dell’ultimo colosso caduto non si è ancora dissipato, e per questo trovo che questa iniziativa sia estremamente interessante, anche se è un po’ datata.

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6 thoughts on “Protezione online

      • Rosario ha detto:

        “credere ancora che i propri dati online siano al sicuro si sbaglia di grosso”

        “e per questo trovo che questa iniziativa [online, NdR] sia estremamente interessante”

        Ed è per di più datata. Non credo sia sicuro neanche qualcosa definito sicuro, online.

      • Gio ha detto:

        Ok, ora capisco meglio: anzitutto ammetto il mio errore di essere stato un po’ superficiale e sbrigativo, però devi concedere che il protocollo BitTorrent è pur sempre meglio di uno Snapchat qualunque (il colosso a cui faccio riferimento, che prometteva di cancellare le cose condivise dopo tot secondi, ma poi non lo faceva per davvero…).

        Infine sulla “datazione” aggiungo che la chat di BitTorrent è attualmente in beta privata e la notizia è di poco prima di Natale.

        Non voglio risultare offensivo in nessuna maniera, ma qualcosa nella tua replica mi fa sospettare che tu non abbia “letto tra le righe” (chiedo ancora scusa per l’estrema sintesi del post scritto più per me, che ammetto può aver generato il malinteso). In ogni caso non c’è mai stato niente di sicuro neanche negli scambi di posta cartacea se è per questo ;)

      • Rosario ha detto:

        Premesso che sono totalmente contro i sistemi di chat e considerando che c’è un’età per tutto, anche per chattare (e in quell’età a nessun hacker interessa cosa dici al tuo corrispondente in chat), dico che no, BitTorrent non è meglio di SnapChat o di qualsiasi altro protocollo di messaggistica istantanea.

        Deve essere chiaro, infatti, che se per qualsiasi ragione divento obiettivo di un attacco hacker, in primis non lo so e dunque non sono prevenuto (che è meglio di essere guarito) e in secundis non è né BitTorrent né SnapChat né altro ad essere sicuro in quanto messaggistica istantanea.

        Nemmeno Skype, che è pur sempre un sistema solido (nonostante Microsoft provi in tutti i modi a renderlo vulnerabile), può essere considerato sicuro. La soluzione? Come nel 99% dei casi informatici è tutta riposta nell’utente finale, nella sua capacità di discernere cosa e cosa non far diventare un dato sensibile. E qua ti lascio, perché sono certo che hai già capito perfettamente il discorso che seguirebbe.

        Ciao Gio

      • Gio ha detto:

        Proprio come hai descritto tu, anche io son convinto che sia impossibile avere un qualsiasi sistema online totalmente sicuro al 100% per i dati, ovviamente la cosa è indipendentemente dalla sensibilità di questi. Purtroppo oggigiorno non possiamo farne a meno, –dell’ “online” intendo– e penso anche solo all’home banking come esempio più serio di una chat. Per questo appezzo ogni sforzo in una direzione che reputo un passo in avanti.

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