Design, Web

La prossima volta fatevela voi!

Questo articolo potrebbe essere l’inizio di una specie di “diario di lavoro”. Adesso mentre scrivo non saprei dire quanto durerà, ma questa volta l’hanno fatta troppo grossa perché io possa trattenermi.
Senza contare che la cosa mi fa troppo ridere –per non piangere– per non salvarla da qualche parte per i posteri…

invia-HTML-per-mail

Settimana scorsa il cliente ci chiede di realizzare un invito digitale “che si apre nella mail”.

Fin qui tutto ok, facciamo qualche prova di layout in PDF e, andasse bene, passeremmo all’implementazione dell’invito in HTML (una “semplice” newsletter, no?).

Dopo qualche prova e alcune modifiche, viene scelto il layout definitivo e così mi metto a “tradurlo” in HTML: non è troppo complicato –è un rettangolo con del testo dentro e una immagine accanto– e viene pure abbastanza bene; certo devo fare attenzione ai vari standard, ma è parte del mio lavoro.

Quindi comincia il dramma.

Il cliente non ha la più pallida idea di cosa sia una newsletter HTML e quando la inoltra ai suoi capi per l’approvazione (ma non l’avevano già approvato? no, quello era il layout, non l’HTML), OutLook riformatta tutto il testo, elimina gli sfondi e le immagini.
Dopo un po’ riusciamo ad intenderci sul fatto che una mail in HTML deve essere spedita a partire dal file originale, caricato su un server (possibilmente non il nostro, ma quello del cliente… e qui –apriti cielo!– altro dramma).

Per telefono riusciamo a risolvere il primo problema abbastanza agilmente: in Internet Explorer (ovviamente versione 6.qualcosa), dal menù “File” scegliere “Invia/Pagina per posta elettronica…”. Faccio perfino un micro tutorial al volo, facendomi passare gli screenshot del PC di un collega che prima o poi mi manderà al diavolo perché continuo a disturbarlo per i test cross–platform.

Successivamente risolviamo anche il secondo problema, ovvero passare il file .HTML e le immagini correlate al cliente perché le carichi sul suo sito: è brutto che la newsletter del cliente si trovi ad un indirizzo diverso dal suo… forse era meglio pretendere un accesso FTP e fare noi l’upload per poi passare a loro solo il link per l’invio.
Mi preoccupo di far notare che tutti i file devono trovarsi “insieme” e non devono essere spostati o rinominati per non rompere i collegamenti relativi (concetto difficile da spiegare ad una segretaria), infine segnalo anche che il tipico collegamento “Problemi di visualizzazione? …” deve essere aggiornato con la nuova posizione dei file affinché si apra correttamente nei browser.

Giorni di calma…

Conclusione: il cliente ci rimanda l’invito per mail (non so se sia una prova, ma dubito).
Una immagine quadrata, allegata alla mail, estratta in qualche maniera da uno dei PDF di prova, stretchata in orizzontale per essere riadattata al formato originale, ovviamente a 72dpi con il testo “stampato” sopra che risulta quindi tutto pixelloso.

E c’è altro! “Com’è possibile?” chiederete voi… ebbene si, c’è anche la cigliegina sulla torta: seguendo il link “Problemi di visualizzazione” si scarica il PDF di prova.

Ma che cavolo ci sto a fare qua io se poi il cliente rifà tutto?!

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