Advertising, Spot

Brutta pubblicità

Ultimamente il TV sta passando della pubblicità pessima.

Ve ne sarete accorti anche voi, mi auguro: qualche spot è estremamente più lungo del solito, ma dell’ordine di 3 o 4 volte la lunghezza canonica; e le riprese sono -non c’è un altro termine per definirle- brutte, come nei peggiori sceneggiati tedeschi, senza colore; ed il livello di recitazione è straziante, al pari di qualche show-girl che ha fatto fortuna solo per il suo “davanzale”; per non parlare della quasi completa assenza di regia, ma anche solo di pensiero, senza stare a tirare in ballo la creatività.

Nel primo caso vediamo i 4 Fanatici tecnologici sfornati da Samsung:

Nel secondo caso che ho avuto la sfortuna di vedere, troviamo Vernel che ha avuto il coraggio di mandare in onda un paio di spot che farebbero rivoltare nella tomba il povero Ferruccio Amendola!
Non l’ho ancora trovato su TuTubo, ma il plot non è complicatissimo: una gita in barca e a lei cade la camicetta/maglioncino in acqua, ma meno male che c’è il prodottino reclamizzato e il tutto finisce con i baci del bello di turno.
Banalità della trama a parte, la pubblicità è assai lunga, le riprese sono visibilmente scadenti, non studiate e girate vagamente a caso.

Non dico di fare pubblicità vecchie come le Tabù, ma quelle erano almeno “guardabili”…

E che dire dell’ultimo spot per Grissinbon e fette biscottate rifatto di recente?
Il precedente, di seguito per comparazione -sempre che trovi quello di cui sto parlando-, sembra sia stato diretto addirittura da Tim Burton e con le suggestive musiche di Danny Elfman. E c’era anche un testimonial d’eccezione che all’epoca andava un sacco: Carolina Kostenr.
Ed ora che fanno? lo tagliuzzano e lo infilano in un pippoto da 2 minuti dove chi mangia i grissini entra in un mondo fatato, ma che in confronto al vecchio -quello della Kostner che danza sul laghetto- fa veramente pena!

Un altro esempio di come le cose avrebbero potuto andare bene in questo spot per Nastro Azzurro. Sarebbe stato splendido se avessero smesso dopo i primi 10 secondi; pensateci: una bella donna vestita di un abito che le scivola di dosso e che, srotolandosi come un nastro, va a “imprimersi” sulla bottiglia di birra che ne porta il nome. “Mi dia una Nastro!”.
No! vanno avanti e il nastro diventa vernice che imbratta e ricolora pezzi di design e persone.

Anche un neolaureato avrebbe saputo concepire qualcosa di migliore.

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2 thoughts on “Brutta pubblicità

    • Gio ha detto:

      Va bene che “nel bene o nel male purché se ne parli”, ma a tutto c’è un limite!
      La pubblicità che rimane impressa, ma non produce cambiamenti, è inutile, e i pubblicitari spesso se lo dimenticano!

      Però qui il problema è un altro: credo che la mediocrità dipenda dalla combinazione di 2 fattori:
      1) la mancanza di budget per comunicazione adeguato a supportare una buona campagna in tempo di crisi;
      2) l’ostinazione a fare comunque spot televisivi, in mancanza di idee migliori (ad es. l’economico “guerilla marketing” quando è ben ideato e pianificato)

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