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Questo articolo è mio

E se qualcuno ha qualcosa in contrario, che vada a farsi… benedire.

La cosa che sto per dire mi era capitata solo una volta finora, parecchio –per gli standard di internet– tempo fa.
Ultimamente però è capitata ben 3 volte nell’arco di 2 giorni. Cosa? che la gente si appropri degli articoli altrui senza chiedere.

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Questo articolo è mio!

Non voglio fare una invettiva contro i 40 ladroni: tutti in rete copiano o più semplicemente prendono spunto. Io per primo cito spesso altri articoli per scrivere i miei, al fine di sostenere una tesi che voglio proporre o semplicemente perché l’aricolo che sto segnalando mi è particolarmente piaciuto.

Ma dalla citazione all’aggregazione degli altrui articoli per evidenti scopi di lucro, ne passa.

Abbiate almeno la gentilezza di chiedere se mi aggrada che i miei articoli vengano brutalmente riusati, a volte addirittura senza citazione di fonte (come nel primo caso già segnalato), altre volte con le scuse e le correzioni postume dei gestori degli “aggregatori”, infine altre volte –ed è la goccia che fa trabocare il vaso– in un sito che dal titolo proporrebbe videogiochi, ma poi vai a scoprire che in realtà vende viaggi (non sarei tanto sicuro nemmeno di questo) e la mail tramite cui contattarli è pure fasulla.

Scusate, ma che balordi!

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3 thoughts on “Questo articolo è mio

  1. Purtroppo è un fenomeno talmente diffuso che ormai tutti quelli che sanno scrivere ne sono vittime.

    Io sul mio blog una volta ci feci un post ( http://donnaemadre.wordpress.com/2008/05/17/e-si-fece-bello-con-le-penne-della-pavonisia/ ), ma se leggi il mio disclaimer sulla barra laterale del blog batte sullo stesso tasto.

    Sono innumerevoli i pezzi che mi hanno copiato, e tra l’altro, visto il tenore di questi blog, si capisce lontano un miglio che non è farina del loro sacco!

    Io la licenza ce l’ho messa, lo schiribizzo di andare dalla Polizia Postale un giorno all’altro magari mi salterà pure: per ora mi consolo col fatto di avere di meglio da fare, mentre loro, evidentemente, no.

    Patetici individui, sì, proprio patetici, credo che questo sia la definizione esatta. A scopo di lucro poi… ma d’altra parte, in un mondo in cui i cementificatori folli guadagnano più degli scienziati che t’aspetti?

    Ciao collega, ti esprimo tutta la mia solidarietà.

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