Pensieri

Real Vs Fake

Molto spesso ultimamente mi è capitato di leggere notizie improbabili su giornali e blog: ne riporto qualcuna tanto per darvi l’idea.
Non seguo un preciso ordine cronologico e non sto a citare le duplici fonti da cui ho attinto: vogliate perdonarmi, ma non riesco a ricostruire tutti i casi con cui sono venuto in contatto.

La vicenda ha un antefatto storico: tutto è cominciato con Studio Aperto, il telegiornale che se non piazza qualche straziante notizia con i cani abbandonati, non sono contenti (capiamoci, non è che non mi dispiaccia per i cani abbandonati, anzi!, ma tra un cane e una notizia –comunemente intesa– c’è una bella differenza).

Le recenti allusioni alla fine del mondo provocata dai buchi neri che si sarebberodovuti produrre al CERN per simulare il Big–Bang sono “scoppiati” come bolle di sapone, e ora quasi più nessuno ne parla dopo settimane di putiferio notiziario generale.
Non so se è vero, ma ho anche sentito di una indiana che si è tolta la vita per la paura di essere risucchiata.

Le balle prodotte –da entrambe le parti politiche– a proposito delle elezioni americane sono culminate con il fotomontaggio della Palin in bikini con fucilazzo. Dai, si vede che è finta! Fatta bene, ma finta.
Senza contare gli account di posta rubati e falsificati.

L’effetto serra del surriscaldamento globale, oltre a surriscaldare il globo terracqueo, ha dato alla testa anche a molti giornalisti, facendo loro salire la febbre della notizia facile, che ne hanno sparate di veramente grosse: dagli arcobaleni capovolti alla moda lanciata nelle aule dei tribunali.

Un giudice si è visto ribaltare la condanna perché aveva cercato informazioni a proposito del caso su Wikipedia (questo prorio non ricordo dove lo avevo letto, ma mi ha fatto un sacco ridere).

Va bene tutto, ma almeno abbiate l’accortezza di verificare quello che state dicendo, e mi raccomando non fatelo –solo– su Wikipedia! (sia ben chiaro che anche Knol non è sufficiente).
Non inseguite notizie sensazionalistiche solo per vendere di più (anzi venderete di più, quanto più saranno cose di “valore” quelle scritte!).
Ora anche io che scrivo questi articoli sono soggetto all’errore –casomai ne facessi, siete pregati di farmelo notare, non ve ne vorrò–, ma prego di avere il buon cuore di fare come “il” famoso Paolo che spesso cito: vagliare tutto e trattenere il valore.

Vorrei citare anche qualcun altro, ma per ora mi fermo qui.
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