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Ostentazione di bellezza

Oggi ho visto un promo della Ruota della Fortuna (ometto il collegamento per non incentivare la gente ad andare a guardare un sito che non dovrebbe esistere), quella riesumata da Papi per intenderci –poretto, non è tutta colpa sua, ma non so di chi sia l’idea–, come se non fosse già stato abbastanza quello che ha fatto il buon Mike.
Anni e anni –troppi– di fortunata programazione, e ora che è morto, perché tentare contro natura di, come molti altri, ridargli vita semplicemente mettendolo all’interno del palinsesto della rete Mediaset –Italia… 1!– con il pubblico più giovane e fresco, cambiando conduttore, ma non la ragazza scosciata, che è sempre un belvedere, ma non fa niente?

Torno in me.
Si diceva nello spot che “si stava preparando una serata spettacolare”, o qualcosa del genere… ma da quando in qua si sente il bisogno di propagandare la bellezza di un programma? è sbagliato! se fosse bello non avrebbe biogno di pubblicità, ma basterebbe il semplice e “involontario” (il termine è incorretto, lo so, ma non mi viene in mente quello appropriato) passaparola: come per la Guernica di Picasso!
E guardate bene che non sto parlando di gusti, di quelli ognuno c’ha i suoi.

Quando qualcosa in televisione non va, dispiace per quei pochi a cui invece fa piacere, ma non bisogna mantenerla in vita a tutti i costi facendogli un bel lifting e via!
E meno male che in questo caso non ci sono problemi di “etica, aborto ed eutanasia”.

Ironia a parte, è da masochisti guardare, comprare ed usare qualcosa che, essendo evidentemente brutto ed inutile, viene promoso come bello e “cool” solo per vendere. Così si fa il gioco di chi vuole vendere qualcosa di “accettabile” che costa tanto, ma si è speso poco per produrlo.
Non so voi, ma io non voglio qualcosa di “accettabile”.

La stessa cosa la si può notare nella chiosa del primo spot della PallaStrike di Kinder&Ferrero in giro poco tempo fa, in cui si sosteneva che bisognava “vedere il fantastico film”.

Di fronte a tanta ostentazione di bellezza, la prima cosa a cui penso –forse anche erroneamente in quanto pregiudizio– è la falsità dell’affermazione di partenza.
E spesso –ho un po’ di timore a dirlo– ho ragione.

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3 thoughts on “Ostentazione di bellezza

  1. surus ha detto:

    Due appunti sulla ruota della fortuna: il divieto per i concorrenti di usare le lettere delle città (una volta si diceva M di “Milano” ora M di “Medusa”) e il fatto che le concorrenti siano spesso scollate per favorire l’inquadratura…Ma proprio la Silversted dovevano prendere che non sa nemmeno l’italiano!!

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