Fumetti, Tutorial

Illustrare come Alex Ross

Alcune illustrazioni di Alex Ross sono veramente splendide.

Scavando tra i miei bookmarks ho riesumato un tutorial che, a partire da una foto, permette di realizzare un effetto assai simile allo stile dell’esimio illustratore.
Mi permetto di tradurre e di implementare qualcosina: l’esercizio di stile è realizzabile con qualsiasi software di grafica raster –ad esempio Gimp– che permetta di maneggiare qualche semplice filtro, i livelli e i metodi di fusione.

Partiamo dall’immagine che vogliamo trasformare.

t1.png

Mi sono reso conto che non conta tanto la qualità, le dimensioni del file e la sua risoluzione. Inoltre si ottengono risultati migliori con immagini non eccessivamente contrastate.

Duplichiamo il livello e desaturiamo l’immagine.

t2.png

Duplichiamo nuovamente l’immagine desaturata e invertiamone i colori.

t3.png

Sfochiamo l’immagine precedentemente invertita con un filtro Blur (tra i più comuni c’è quello di tipo Gaussiano); il raggio di sfocatura deve essere calibrato in base alla dimensione –in pixel– e alla qualità dell’immagine.

t4.png

Ora abbiamo tre livelli sovrapposti: applicando all’ultima immagine realizzata (quella desaturata, invertita e sfocata che si trova sul primo livello in alto) il metodo di fusione del tipo Color Dodge (o Linear Dodge, provare non fa male, e poi esiste sempre il comando annulla).

t5.png

Ora non vi resta che giocare con gli altri metodi di fusione sui tre livelli per ottenere molte variazioni: nella seguente ho applicato al secondo livello, quello semplicemente desaturato, il metodo Darker Color.

t6.png

Quest’ultima immagine, ottenuta in meno di 5 minuti, è una buona base per partire a realizzare delle interessanti illustrazioni: da notare la predominanza cromatica di due tonalità che la rendono simile all’immagine in testata.

t-layer.png

Vi riporto anche lo screenshot dei livelli, strutturati in più parti per ottenere le singole immagini di cui è composto l’articolo, in cui però ho reso visibile solo i tre di cui si parla e che sono gli unici realmente importanti.

Detto questo, buon lavoro!

P.S. per chi è stato attento, all’interno dell’articolo c’è un piccolo regalo un po’ Mac–geek che magari non conoscevate ancora.
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