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Letture della settimana #13

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.

  • “Simili anomalie [~scientifiche n.d.a.] dimostrano la precarietà dell’empirismo” [...] il problema è che “ci ricordano quanto sia difficile provare qualcosa. Ci piace far finta che i nostri esperimenti definiscano per noi la verità, ma spesso non è così. Perché il fatto che un’idea sia vera non significa che possa essere provata. E che un’idea possa essere provata, non significa che essa sia vera. Una volta fatti gli esperimenti, noi dobbiamo ancora scegliere a cosa credere”
    Tratto dall’editoriale Obama e la verità di Lorenzo Albacete su Il sussidiario.
  • Every Vogue cover piled one on top of the other forms the Virgin Mary
    In questo esperimento –che io interpreto per quanto interessa al mio lavoro– Vogue Italia appare essere il più visivamente incasinato: non si riconosce nessuna forma predominante, anzi pare essere proprio quello più brutto a causa del patchwork tipico dei magazine di moda da 4 soldi…
  • Non mi rimane da capire se hanno previsto anche le composizioni dei tre titoli.
    Volete scoprire qualcosa di nuovo su uno dei più storici fumetti italiani? Ecco qui, grazie Diegozilla!
  • Siamo un popolo retrogrado che ha bisogno che Internet arrivi in TV per farsi conoscere meglio, in una società in cui solo ciò che passa per il cavo catodico di una volta risulta degno di attenzione.
    Pamela Ferrara ironizza sulla pubblicità di Google
  • Vi siete mai chiesti se l’icona del Finder fosse mai stata ispirata da qualcosa?
    Mha, chissà…
  • 1 minuto, niente parole, solo musica e 14 attori in performance @ NYT
  • I was propelled to start searching for the file name, img_0309, on various search engines and photography websites.
    IMG_1309 è un esperimento interessante anche se abbastanza inutile.
  • “A Natale tutti sono buoni” – disse la mendicante allungando la mano. “Per fortuna” – rispose l’uomo e tirò dritto, pensando che sarebbe stato il colmo per un ladro fare l’elemosina.
    Un racconto di Natale in ritardo di Alessandro D’Avenia.
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Letture della settimana #5

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.

  • È ora di rimandare “gli artisti della pubblicità” all’arte, di separare di nuovo creatività e advertising. Le persone dalle aziende si aspettano genuinità e autenticità, non creatività fine a sé stessa.
    52esima discutibile tesi citata nell’articolo 10 motivi per cui i creativi non fanno bene al marketing di Gianluca Diegoli, con annessa presentazione esilarante! (perché a volte tristemente vera…)
  • Il leggere dell’ennesima bufala montata dai media mi faceva venire in mente che se la verità non esistesse, o fosse soggettiva, allora lo svelare una bufala non avrebbe senso.
    Tratto da Le bufale e la lama di Berlicche
  • Ragazzi, questo è un blues con riff in Sì, perciò occhio agli accordi e statemi dietro, okay? [...] Forse non siete pronti per questa musica. Ma ai vostri figli piacerà.
    Nostalgia per questo bellissimo articolo di Thomas Magnum (non il personaggio ;) a cui va il mio grazie: “dove stiamo andando noi non c’è bisogno di strade!”
  • Un incompetente di oggi sembra che sappia: ma se grattate la superficie scoprirete che copia, imita, ripete, impara la parte. Provate a cambiare copione. Lo fregherete. Lasciate che creda che voi abbiate fiducia in lui. Arriverà il giorno nel quale ammiccando vi dirà che, in fondo, ha avuto culo. Sarà per voi arrivato il momento di farglielo come una capanna.
    Tratto da Daje all’incompetente di Daniela Losini.
P.S. Chi trova alcuni dei fili che legano tra loro gli articoli, vince ;)
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