Vi ricordate il restiling della copertina di Esquire? (ecco la cover gallery per rinfrescarvi la memoria). Bene.
Stamattina sono finito su questo articolo –arrivato da lunghe peregrinazioni incominciate su twitter– dove ho potuto ammirare i lavori di artisti e designer che “reingegnerizzano” il logo della rivista per traghettarla nel XXI secolo.
Dubito che questi spunti verranno mai realizzati per davvero, ma tra i vari progetti ho potuto ammirare questa splendida idea per la copertina realizzata da Yves Béhar: notate le infinite possibilità di un pezzo di carta?

Mi ha subito ricordato gli errori di stampa, quando qualche pagina per caso rimane piegata e non viene stampata o tagliata correttamente… avete presente?
Idea che deve essere nata un po’ alla “Bruno Munari” quando chiese agli operai di un tessificio «cosa non sarebbe mai dovuto succedere» e quelli gli risposero che se si fosse rotto il tubo del colorante, questo avrebbe macchiato i tessuti. «Bene, allora staccatelo» gli rispose. Vendettero un sacco.
Tutta questa manfrina per dire cosa: che a sbagliare –oltre a imparare dai propri errori– magari ci scappa anche la genialata… non trovate?
Segnalo per il vostro piacere anche Michel Gondry e Masamichi Udagawa.
Bello inoltre notare come ognuno abbia il proprio stile personale: non indovinerete mai a cosa assomiglia il logo rifatto dalla General Motors, oppure quello di Porsche…
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