Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana (questa settimana ne avevo di cose da rileggere, ma mi limito a questa selezione).
- Mio padre mi ha insegnato che non servono le parole, serve dare l’esempio.
Non avrei mai creduto ad uno speed-dating tra manager Microsoft e blogger finché non l’ho letto su Semerssuaq*, il blog di Domitilla Ferrari:“A me interessava sapere com’è (non qual è) il loro lavoro.
Come si organizza la vita un manager di Microsoft.
Mi sono fatta i fatti loro.”E non è quello che vogliono tutti, o no?
- Le persone, quando sono soddisfatte di sé, producono risultati migliori.
A questo articolo di Alessandra Farabegoli ci sono arrivato grazie ad una citazione contenuta in quello appena segnalato.
- [a Natale] Ogni anno ripromettersi di mangiare normalmente, quindi lasciarsi travolgere dal cenone di sei ore.
I consigli per fare bella figura senza necessariamente sapere quello che si dice.
- Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
I giusti di Jorge Luis Borges trovati su Pane&Nutella mi ricorda che c’è un modo dignitoso di lavorare.
- A parte che continuo a trovare più oltraggiosa la scema del Tantum Rosa con i suoi pruriti intimi, ma in tutta onestà non vedo il doppio senso in un uomo che parla di “buttarla dentro”. Il sessismo dove’è?
È il commento di Pamela Ferrara al nuovo spot di Nivea for men.
- Alcune cose che apprezzo (questo è tutto per me!).
- Una serie scritta dieci anni fa e rifiutata da due tv via cavo (per non far nomi, HBO e Showtime) colleziona quasi tre milioni di spettatori americani all’inizio della quarta stagione. Di cosa stiamo parlando? Ma di Mad Men! Quando una cosa “fa il botto”, inevitabili sono le parodie:
“Esiste un video con i consigli di Don Draper per rimorchiare. Il Wall Street Journal usa la serie per spiegare come va il mondo: siamo meglio oppure no di mezzo secolo fa, quando le macchine per scrivere user friendly erano tanto semplici che anche una donna le può usare?”
[tratto dai Soliloqui de Il Foglio di Mariarosa Mancuso]