
Non saprei dire se è solo una mia impressione, ma ultimamente stanno moltiplicandosi i loghi dinamici, ovvero quelli che non hanno solo una forma fissa, se si capisce quello che intendo. Merito sempre di internet, delle animazioni a cui sempre più siamo abituati. E allora ben venga il logo che cambia, pur mantenendo sempre la sua riconoscibilità. E non si tratta solo di semplici declinazioni…
Volendo andare con ordine a memoria per primo citerei la M della città di Melbourne…

Me ne sono reso conto perché ultimamente sempre più di frequente ho visto lavori tra loro simili per quanto riguarda la possibilità di variare la forma del marchio, senza però comprometterne l’identità. In particolare lo spunto è nato grazie a questa piccola serie:
Visit Nordkyn identity /by neue

The Nordkyn peninsula
MIT media lab identity /by the green eyl

MIT Media Lab
The National Endowment for the Arts identity /by why not smile

Art works
Deichmanske Library in Bjørvika, Oslo /by Mikael Floysand

Deichmanske Library
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il lavoro del Kernel festival (che tra l’altro si tiene vicinissimo a casa mia ;) di La Tigre che ho visto poco tempo fa su Graphic Safari:

kernel festival
In aggiunta val proprio la pena ricordare il bellissimo lavoro per Aol di Wolff Olins…

e gli ormai famosissimi Doodle di Google (che se all’inizio erano osceni, ma questo non lo avremmo mai detto allora, oggi sono un vero e proprio evento acclamato, forse anche troppo, e atteso dai più).

Feb 02, 2000 / Groundhog Day - (US)

Mar 21, 2011 / Persian New Year - (Selected Countries)
Un discorso a parte –anche se molto a tema– per Secca (Southeastern Center for Contemporary Art) di Pentagram…

e per Mindshare di Movingbrands.

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