Icone, iPhone

iPhone settings

Quando le scorse settimane si era sparsa la voce che era possibile accedere direttamente ai settaggi dell’iPhone con iOS5 (c’è anche un’app a pagamento, ma non ve la linko… perché pagare?), in molti hanno sviluppato e implementato dei sistemi facili e direttamente accessibili.

Così inizialmente, dopo l’uscita di IconSettings, avrei voluto fare subito le mie personali icone customizzate perché quelle proposte sono proprio brutte (e noi “fanatici” di Apple, anche a queste cose ci teniamo!), ma ho avuto tempo solo per una demo.

Meglio, perché oggi ho trovato per puro caso quelle di Jeff Broderick che al contrario non sono niente male ;)

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Are you a Copy? There’s an app!

Notizia un po’ vecchia che era nel cassetto delle cose da scrivere: geniale trovata per reclutare nuovi talenti o semplice modo per riciclare l’enorme mole di creatività dal basso? Leagas Delaney di Amburgo presenta la nuova applicazione per iPhone Copytest (link diretto iTunes): se sei un copy, adesso c’è un app per dimostrarlo.

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Letture

Anno II, #9

Piccolo compendio per affrontare bene il finesettimana

  • the iPhone and iPad are unitasking devices…
    Multitasking su ignore the code
  • [...] come fanno a essere così ciechi e smemorati, come fanno a non ricordarsi di aver sputato sul loro unico e vero alleato fino a dargli del delinquente (e ad averlo scritto a caratteri cubitali, nove colonne in prima), cosa gli ha fatto cambiare idea. Poi ho pensato che basta guardarsi in giro, e a volte allo specchio, che questa è pratica comune della gggente, nel lavoro, nelle cose private, senza alcun senso non dico della memoria ma quantomeno del ridicolo [...]
    Articolo interessante di Sir Squonk non tanto sul problema della memoria, quanto sul fare un piccolo esame di coscienza.
    Inoltre mi ha fatto accorgere che la “Smemo”, il popolare diario (io ho sempre avuto il Comix) è una “perifrastica” proprio come agenda, merenda e mutanda…
  • Qui non cito niente, ma provo a collegare due articoli (questo e il secondo con il mio commento) letti recentemente, vediamo se capite perché…
  • Il giornalista le notizie dovrebbe diffonderle non crearle.
    N.B. l’autore di queste parole ha solo 15 anni. Leggete il resto e… grazie Marco!
  • I giapponesi lo sapevano, ti viene da pensare. Lo hanno sempre saputo. Erano preparati. Ci sono già passati. Non c’è nulla di cui preoccuparsi.
    Questo l’articolo di RRobe sul terremoto in Giappone. Inoltre un paio di coincidenze raccolte in settimana sul tema, trasversalmente attinenti e che danno da pensare fulla “finitezza” dell’uomo (mi raccomando non fraintendetemi!)

Letture della settimana

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Apple

A quanto si può leggere in rete in questi giorni, il 2011 sarà l’anno del Leone!

Backup automatico su disco locale, codifica video dal Finder, migrazione direttamente da piccì, abolito l’inutile FrontRow (evvai!), migliorie per iChat finalmente –forse– multiprotocollo, controllo del contenuto delle cartelle come uno sviluppatore, launcher delle app, test supersegreti sull’inviolabilità del sistema, una buona integrazione tra spaces ed exposè e mi aspetto ancora tanto altro under the hood… qualcosa forse lo vedremo già domani.

Macché anno del coniglio!

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Altro

Anno II, #5

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.
Questo giro ce ne sono parecchie, e altre non le ho ancora finite neppure io…

  • Tu che stai leggendo queste righe, ti piacciono le rughe o le occhiaie? Ti piace sentirti dire che sei una persona normale come tutti gli altri? Insomma la verità o l’onestà verso di te e il tuo aspetto sono per te importanti? Oppure come nella maggioranza dei casi preferisci sentirti dire qualche pietosa bugia?
    Elogio della falsità di Roldano De Persio: cose già dette e già sentite, ma ancora non abbastanza.
  • [...] voi avevate un budget spropositato e seimila navi ricolme di uomini pesce, bastava farli combattere, bastava farli correre, bastava farli AGITARE I PUGNI, bastava una cosa QUALSIASI che non fosse questa inspiegabile puttanata.
    Mi perdonerete questa citazione de il cazzo
  • La ragione principale della mia delusione è che non si costruisce un giornale partendo dalla base teorica che la tecnica sia più importante del contenuto. E qui invece lo si è fatto.
    Il solito, stesso, medesimo errore di sempre (la qual cosa vale anche per il design).
  • Me ne sto convincendo addirittura io, che sono di legno: la vignetta quadrata ammazza le scene d’azione.
    Da Square kills your soul di Emi
  • Questo articolo ha guidato per giorni la classifica [del NYT sulla "Singolarità" n.d.a.] e solo oggi è  passato al secondo posto.
    «In favore di cosa?» chiederete voi: “Intanto che gli uomini si ribellano, i gatti del Cairo vengono dimenticati” (come non dimenticare invece il Meeting del Cairo).

Letture della settimana

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Letture della settimana #7

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.

  • ( [...] Abituati, mi contraddico spesso, perché la scrittura non è come la matematica. Qui due più due può fare 8, può fare banane, può fare anche elicottero.)
    Tratto dalla prima lezione dello scrittore atomico Diegozilla /grazie a

  • E quando vedi dei ragazzini che vengono da te e ti dicono che vogliono fare il tuo stesso lavoro, è incredibile.
    Dovrebbe essere così per ogni lavoro! Tratto dall’Intervista a Greg Nicotero di Casanova Wong Kar-Wai per I 400 calci
  • In my color book there is no new theory of color. But, in it, there is a way to learn to see.
    Interaction of colors di Josef Albers @ The Designer’s review of Books, e ci aggiungo anche un’altra citazione: “Color is fooling us all the time. All the time, like women do, you see, life is interesting.

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