Amici, Books

Manzoni sta sulle balle

A tanti. Praticamente a tutti gli studenti che conosco…

Questo il significato non così celato che ho intuito leggendo questo su fast forward blog.

Talvolta lo studio dei Promessi Sposi fatto sui banchi di scuola può risultare noioso e le vicende di Renzo e Lucia appaiono lontane da noi –dice Paola Grossi, altra creatrice del progetto [alcuni writers saranno chiamati a rappresentare su quindici balle di fieno altrettante scene tratte dal romanzo n.d.a.]– La mia speranza è che, chiamando giovani artisti a interagire in maniera innovativa e moderna con il romanzo, cambi anche l’approccio degli studenti e nascano curiosità ed interesse nei confronti di un’opera letteraria dal valore unico.

Non sto neanche a descrivere perché la trovata non mi pare così intelligente. Non serve neanche avere un passato da graffittaro mancato per intuire i limiti tecnici dell’iniziativa che però non risolvono il vero problema. Quel che mi dispiace è che basterebbe davvero poco per ribaltare la questione. Lo faccio dire ha chi ha più esperienza di me:

Qual è il romanzo più odiato dagli Italiani? I promessi sposi. Perché? Invece di leggerlo lo si studia. [...] Eppure è così semplice: basta leggerli. Io ci provo, sacrificando ore e schede narrative sull’altare della bellezza: mi fido di quei 38 capitoli (a dire il vero riassumo solo quelle parti che annoiano anche me).
Sono ore luminose quelle in cui in classe si squaderna il “guazzabuglio del cuore umano” che Manzoni è capace di mettere in scena. I ragazzi spesso interrompono, si ribellano, commentano: quel cuore è il loro cuore. Sono afferrati dalla notte di Renzo, eroe girovago in cerca di giustizia, pronto a ubriacarsi e ravvedersi, come ogni adolescente; da quella di Lucia, fragile e forte di una forza non sua, come ogni adolescente; da quella dell’Innominato, oppresso dalla noia del male; la notte di don Rodrigo, smascherato da colei che tutto livella…

Tratto da Non facciamoli a pezzi (proprio come le “balle” aggiungerei io…) di Alessandro D’Avenia.

Continuate a leggere se vi fa piacere, non solo il blog di Alex.

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