Design

I dolori del giovane Designer: “briffare”

Nel tempo mi son reso conto che –come me– molti giovani designer alle prime armi non hanno assolutamente idea di quello che dovranno affrontare nel mondo del lavoro.

Appena si comincia a lavorare, dopo essere usciti dall’università dove ancora non è arrivato!, il giovane Designer che si trova alla sua prima esperienza in questa moderna arena, e molto probabilmente si troverà nella condizione di “stagista”, viene presto a contatto con una serie di neologismi e di paroloni altisonanti coniati appositamente dai suoi diretti superiori al fine unico di confonderlo e stordirlo per metterlo in difficoltà e non venir da lui messi in cattiva luce in quanto a competenze tecniche…

La prima e più probabile parola che si sentirà dire è “briffare“.
Cominciamo proprio da qui:

«Vieni che ti devo briffare

Contrariamente a quando si è sentito in questi ultimi periodi sui giornali ed in tivvù in merito al “bunga-bunga”, il termine è assai datato ed è in voga nel nostro settore da molto più tempo di quanto si pensi.
Spaventoso ed aberrante solo se non se ne conosce l’origine, questo è l’italianizzazione del verbo inglese to brief, ovvero un condensato (dal latino brevis) di informazioni essenziali che devono essere date, passate dal diretto superiore nella scala di grado all’interessato per poter incominciare adeguatamente il progetto.
Come quasi la maggior parte dei termini di questo mondo, anche il briefing ha una squisita aura militaresca, proprio perché è una imposizione dall’alto a cui nessuno può scappare.

Appendice

  1. “Brifare” con una sola F suona malissimo, anche se i puristi del linguaggio vorrebbero così.
  2. Una curiosità: il termine può anche indicare un paio di mutande assai corte, modello slippino, e pure molto aderenti. Non senza una certa ironia, direi che è quantopiù appropriato anche nel nostro caso in quanto intimo costrittivo)
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Letture

Piccolo compendio per affrontare bene il finesettimana.

Anno II, #7

  • Sorge il dubbio che non sapendo più dove metterli, Armando Testa avrebbe pensato bene di piazzarli anche in rete.
    Sui testimonial si è detto tanto, ma forse non abbastanza per gli anni della rete. D.D. su BadAvenue. Dello stesso segnalo anche una nota a margine
    «Che il 2011 sia davvero l’anno delle agenzie indipendenti? Una cosa è certa: anche i grandi brand stanno guardando con interesse ai cambiamenti in atto nel nostro settore.».
  • Si possono standardizzare molte cose, non solo i formati della carta e lo spessore delle linee ma anche il voltaggio dell’elettricità, le dimensioni di viti e bulloni … e perfino gli esseri umani.
    Il pezzo è lo stesso dei formati ISO per la carta di qualche settimana fa (sempre grazie a Diego), con buona pace dei marketing manager e dei Delfini Eurisko.
  • Nel 1920 fu la Russia bolscevica la prima nazione al mondo a legalizzare l’aborto. Paradossalmente, toccò a Stalin vietarlo nel 1936.
    La Russia di Rino Camilleri e il suo antidoto all’aborto.
  • Tutti questi argomenti possono essere confutati, uno a uno, non sono razionali. People are obsessed about reading in the bath! Tutti questi argomenti, che riguardano la fisicità dell’oggetto libro sono falsi.
    Le gatte di via Plinio pensano che le cose che pensiamo degli ebook sono sbagliate (ma sono molto interessanti).
  • La letteratura si occupa di cosa cazzo voglia dire sentirsi un essere umano.
    da David Foster Wallace, La ragazza dai capelli strani, Minimun Fax /by noname

Letture della settimana

Digressioni
Letture

Anno II – #6

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.

  • I think that our clients don’t really know the complexity of our job. And that “would be’s” just jump in, or are forced to do so, without any knowledge.
    Conoscenze tecniche che sempre più spesso mancano (come mai? colpa solo ed esclusivamente del digitale o della mancanza di maestri quantomeno interessati a insegnare un mestiere?)
  • Sono quelle che si fanno senza stare a pensarci due volte, perché è un piacere farle!
    Una piccola cosa per una grande verità. Grazie Leo. Per tutto.
  • Ho iniziato con la musica. Ma poi dopo sono arrivati gli spot pubblicitari più belli, i grandi eventi tv del passato, gli sketch comici, i trailer del film appena usciti negli States, i gameplay dei videogiochi, i brevi documentari filmati da videoreporter improvvisati e, proprio per questo, interessantissimi, per non parole di tutto quel sottobosco di video virali e parodie varie.
    Una dichiarazione d’amore sui generis di Michele Boroni: chi non si riconosce in quello che racconta?
  • Nel cinema spesso ce ne dimentichiamo, ma dietro ogni scena c’è chi lavora esclusivamente sui suoni prodotti dai materiali e dalle situazioni.
    Se come me siate rimasti fermi al “rumorista” di Maurizio Nichetti nel film Volere Volare, allora questo fa per voi: 


    /by panenutella

Letture della settimana

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Letture della settimana #15

Piccol(issimo)o compendio per affrontare bene il fine settimana, che questa volta abbiamo lavorato molto e di cose veramente belle/divertenti da leggere ce ne sono sempre poche…

  • Con che razza di faccia tosta tu che non sei nessuno gli dici che è piatto, stupido e senza senso? Che non mette un briciolo di tensione? Al regista di Halloween? Al regista di La Cosa? Un film svogliato, tirato via e semi-ridicolo? Al regista di Il signore del male? Cazzo vuoi? Chiccazzo sei? Ma lo sai a chi stai parlando?
    E non ho citato le parti più belle di questa recensione del grande Nanni Cobretti.
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Design

Sulla copia

Mi fa sempre riflettere il fatto che diverse persone possono arrivare alla medesima soluzione di un problema (a volte pur cominciando da differenti punti di partenza).

Poco tempo fa avevo letto un articolo su Yanko Design, Why Do So Many Designs or Products Look The Same?, che trattava di questo spinoso argomento. “Spinoso” perché il rischio di essere accusati di plagio è sempre dietro l’angolo, anche quando le persone non lo fanno apposta, consapevolmente o meno.

In quell’articolo vengono messe in evidenza alcune delle ipotesi e dei fattori che aiutano a chiarificare come questo sia possibile:

  • lavorare su brief simili o che pongono problemi omogenei;
  • affrontare i problemi con processi affini o metodi analoghi;
  • progettare a partire da stimoli visuali comuni o che nascono dalla moda o dalla cultura contemporanea/popolare…

Ora, che ne pensate dell’ultima trovata per il lancio di Opera 11?

A me, per quanto riguarda i colori e le forme, ha ricordato molto la penultima Web Trend Map (V4) di @iA, o no?

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Arguta citazione o spudorata copia?
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