Letture

Anno II, #12

Piccolo compendio per affrontare bene il finesettimana.

  • Sessantatre anni di pubblicazione ininterrotta. Significa che, nel più-o-meno del calcolo spannometrico, l’epopea cartacea di Tex dura una decina di anni in più rispetto all’epoca storica in cui è ambientato. Il fumetto oltrepassa i confini temporali del periodo in cui si muovono i personaggi.
    Hanno scritto un romanzo su Tex, lo sapevate?
  • L’impressione è che gli alti prelati siano ben più esperti di Rete e web 2.0 di quanto non lo sia la base di blogger cattolici. Esattamente il contrario di quanto solitamente si vede in Italia.
    Dopo l’illuminante lettera sui “social network” per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali ecco un altro punto di contatto tra la rete e la chiesa.
  • Bisogna insomma essere capaci di alzarsi dalla scrivania e decomprimere e bere l’ennesimo caffè della mattina (“te lo porto?”, “no, grazie, vengo io alla macchina”, “quanti ne hai bevuti stamattina?”, “sei”, “ma non è ancora mezzogiorno”, “eh”)
    Doppietta.
    P.S. Sir Squonk è uno di quelli di cui penso sempre che se non scrivesse così bene, per il contenuto di quello che dice a volte –ma solo a volte– smetterei di leggerlo su due piedi.
  • Volevo dirgli che Slim è nel vicolo assieme a Lefty e stanno dando una lezione a Fat Tony, ma ero troppo depresso.
    Doppia doppietta per rimediare allo scorso venerdì che non ho salvato niente.
    Idem come sopra sulla questione del leggere: il commento che mi viene sempre in mente in questi casi è sempre “trattenete il valore” del solito S. Paolo
  • Quali sono i campi in cui Apple fallisce? Quei settori in cui fino ad ora si è mostrata decisamente scarsa?
    Domande lecite, perché ce ne sono di cose che “mamma” Apple ha toppato e che aspettano una risposta che probabilmente non arriverà tanto presto…

Letture della settimana

Digressioni
sinestesia

Era ancora in lire, tanto per intenderci!

In questi giorni ho avuto la fortuna di recuperare alcuni vecchi Topolino dalla cantina della Cami (devo sbrigarmi a finirli che in realtà erano destinati ai suoi alunni ;) e ieri sera ho letto sul numero 2057 la storia “Topolino e i telefilm troppo realistici”.

L’investigatore più famoso dei fumetti notava come una serie di rapine erano state realizzate proprio seguendo le varie puntate dei telefilm di cui l’amico Pippo è appassionato. Non vi spoilero il finale… si intuisce.

Mi è tornata in mente per contrasto la polemica che era scoppiata attorno al caso C.S.I. quando mostrando le “vere” tecniche della scientifica, contribuiva a rendere più scaltri i farabutti: per la serie, “noi moderni non abbiamo inventato proprio niente”.

Topolino anticipa CSI… e di molto

Digressioni
Altro

Anno II, #5

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.
Questo giro ce ne sono parecchie, e altre non le ho ancora finite neppure io…

  • Tu che stai leggendo queste righe, ti piacciono le rughe o le occhiaie? Ti piace sentirti dire che sei una persona normale come tutti gli altri? Insomma la verità o l’onestà verso di te e il tuo aspetto sono per te importanti? Oppure come nella maggioranza dei casi preferisci sentirti dire qualche pietosa bugia?
    Elogio della falsità di Roldano De Persio: cose già dette e già sentite, ma ancora non abbastanza.
  • [...] voi avevate un budget spropositato e seimila navi ricolme di uomini pesce, bastava farli combattere, bastava farli correre, bastava farli AGITARE I PUGNI, bastava una cosa QUALSIASI che non fosse questa inspiegabile puttanata.
    Mi perdonerete questa citazione de il cazzo
  • La ragione principale della mia delusione è che non si costruisce un giornale partendo dalla base teorica che la tecnica sia più importante del contenuto. E qui invece lo si è fatto.
    Il solito, stesso, medesimo errore di sempre (la qual cosa vale anche per il design).
  • Me ne sto convincendo addirittura io, che sono di legno: la vignetta quadrata ammazza le scene d’azione.
    Da Square kills your soul di Emi
  • Questo articolo ha guidato per giorni la classifica [del NYT sulla "Singolarità" n.d.a.] e solo oggi è  passato al secondo posto.
    «In favore di cosa?» chiederete voi: “Intanto che gli uomini si ribellano, i gatti del Cairo vengono dimenticati” (come non dimenticare invece il Meeting del Cairo).

Letture della settimana

Digressioni
Design

I maestri sono fatti per essere mangiati in salsa piccante

Il titolo a prima vista potrà non c’entrare niente, ma è comunque un augurio per cominciare bene la settimana.

Dicevo, “incredibile quanto una immagine –ove ben progettata– possa amplificare il concetto che vuole esprimere…”

Adesso rileggete la scritta stampata in alto all’immagine qui sopra (P. P. Pasolini – 1974) e lasciatevi colpire dal suo significato abbinato proprio alla fotografia di una donna capovolta, “senza radici” appunto.

Non riporto per intero il testo completo da cui è stata tratta, che trovate comodamente qui, ma leggetelo se potete, non è lungo e ve lo consiglio caldamente perché ne vale proprio la pena in quanto rende anche giustizia del titolo che ho scelto. Senza contare che, benché sia stato scritto un bel po’ di tempo fa, descrive assai bene l’odierna situazione (ognuno capirà ciò che deve).

Come premio extra ci aggiungo anche un gran bel film del ’63, visto tempo fa a casa di amici i cui dialoghi e temi trattati molto riprendono delle stesse tematiche di cui avete appena letto.

Sullo stesso argomento potete anche leggere Un’immagine vale più di mille parole.
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Altro

Letture della settimana #13

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.

  • “Simili anomalie [~scientifiche n.d.a.] dimostrano la precarietà dell’empirismo” [...] il problema è che “ci ricordano quanto sia difficile provare qualcosa. Ci piace far finta che i nostri esperimenti definiscano per noi la verità, ma spesso non è così. Perché il fatto che un’idea sia vera non significa che possa essere provata. E che un’idea possa essere provata, non significa che essa sia vera. Una volta fatti gli esperimenti, noi dobbiamo ancora scegliere a cosa credere”
    Tratto dall’editoriale Obama e la verità di Lorenzo Albacete su Il sussidiario.
  • Every Vogue cover piled one on top of the other forms the Virgin Mary
    In questo esperimento –che io interpreto per quanto interessa al mio lavoro– Vogue Italia appare essere il più visivamente incasinato: non si riconosce nessuna forma predominante, anzi pare essere proprio quello più brutto a causa del patchwork tipico dei magazine di moda da 4 soldi…
  • Non mi rimane da capire se hanno previsto anche le composizioni dei tre titoli.
    Volete scoprire qualcosa di nuovo su uno dei più storici fumetti italiani? Ecco qui, grazie Diegozilla!
  • Siamo un popolo retrogrado che ha bisogno che Internet arrivi in TV per farsi conoscere meglio, in una società in cui solo ciò che passa per il cavo catodico di una volta risulta degno di attenzione.
    Pamela Ferrara ironizza sulla pubblicità di Google
  • Vi siete mai chiesti se l’icona del Finder fosse mai stata ispirata da qualcosa?
    Mha, chissà…
  • 1 minuto, niente parole, solo musica e 14 attori in performance @ NYT
  • I was propelled to start searching for the file name, img_0309, on various search engines and photography websites.
    IMG_1309 è un esperimento interessante anche se abbastanza inutile.
  • “A Natale tutti sono buoni” – disse la mendicante allungando la mano. “Per fortuna” – rispose l’uomo e tirò dritto, pensando che sarebbe stato il colmo per un ladro fare l’elemosina.
    Un racconto di Natale in ritardo di Alessandro D’Avenia.
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Letture della settimana #6

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.

  • Caro quadrupede supponente, sono certo che ti ricordi la nostra discussione a proposito della luce, e che la luce é un’onda ma a volte si comporta da particella, e anche dell’ipotesi che i componenti della materia – che sono particelle – possano a volte comportarsi come delle onde.
    Tratto da un “borgorigma di un fisico renitente”, La meccanica quantistica spiegata a Oliver, fa parte di una serie di lezioni adattate ad un “pubblico” molto di nicchia. E a me piacciono un sacco…
  • Si finisce per affezionarsi a Walter Bishop, arruffato esemplare moderno della specie leonardesca, inerme e pericoloso allo stesso tempo.
    Concordo in pieno con quanto affermato da Keplero nell’articolo Sul confine in cui si parla della serie televisiva Fringe.
  • [...] vedo un vecchio riottoso, bisbetico e insopportabile, pacifista ma belligerante contro tutto e tutti, che vive isolato nella campagna inglese e odia profondamente il pop rock contemporaneo.
    Ti sei mai chiesto come sarebbe stato John Lennon a 70 anni? Trovato su EmmeBi, il blog di Michele Boroni. (Vuoi provare anche tu a vedere come sarai da vecchio? Ecco un paio di link…)
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Film

The Time Machine

Ho recentemente visto L’uomo che visse nel futuro, titolo italianamente strampalato per The Time Machine, spettacolare sci–fi “nerdissimo” del 1960 (mi raccomando, non quello riadattato del 2002 che fa veramente… pena) tratto dall’omonimo romanzo di uno dei capostipiti della fantascienza, H. G. Wells.

the time machine

I film che trattano di viaggi temporali sono moltissimi ed eterogenei, da Ritorno al futuro al Pianeta delle scimmie, e questo, anche se molto vecchio, è proprio bello e vale la pena vederlo per la storia e le passioni umane che animano il protagonista (drammatica la scena in cui un libro gli si polverizza tra le mani), che si contrappone agli apatici Eloi e riesce a liberarli dalla schiavitù dei Morlok.

anelli parlanti

Qui sopra una scena degli “anelli parlanti”, che sostituiscono gli ormai inutilizzabili libri, che sono stati ripresi in molti altri racconti fantasy, tra cui alcuni albi di Nathan Never.

Anche i Morlock, un popolo sotterraneo, che vive della brutale pratica del cannbalismo, avendo “addestrato” gli impassibili Eloi ad auto–consegnarsi alle loro bocche al richiamo delle sirene d’allarme (un po’ come i cani di Pavlov), hanno ispirato moltissime figure moderne, come i Morlock dei fumetti Marvel.

morlock

Tanto per ridere un po’ ecco un adattamento comico per The Big Bang Theory.

Ho ntenzione di iniziare una specie di rubrica sul cinema, grazie soprattutto a Vcast.
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