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Apple

My first Mac was…

Sono ancora abbastanza giovane Non sono così vecchio da aver avuto l’occasione di mettere le mani su uno dei primi storici Mac… anzi, a dirla tutta il mio primo Mac è molto più recente: era solo il 2003, ed io ero ancora un giovane studente universitario con il suo bel bagaglio a mano (3,6Kg di piccì, ma non rinnego nulla: era una bomba!) Elettrodata Nevada.

Alla fine di quell’anno, per tutta una serie di (s)fortunati eventi, divenni il futuro felice possessore di un fantastico iBook G4 tutt’ora funzionante, che ha retto la bellezza di 3 tesi x 2 possessori in famiglia nell’arco di 10 anni.

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Che dire… Auguri!
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Design, iPhone

Mappe

Da ieri Google Maps è tornato sui nostri iPhone, scalando velocissimamente le classifiche anche grazie ai –veri o presunti– errori dell’ultima concorrente arrivata nella topografia, che a sentire in giro le voci non ha riscontrato molto successo (ma che se la provi qui da noi in Italia non ha quasi nessun problema, anzi era perfino migliore delle vecchie mappe… fin’ora).

Pare addirittura che la versione iOS sia nettamente migliore di quella Android, e non sono io a dirlo: questo mi fa pensare che la concorrenza sia un bene, che questa non sia una “sconfitta” per Apple perché iOS è proprio quello che desideravo per un telefono, anche se Apple cerca –lo ha sempre fatto, a partire dall’hardware– di fare lei tutto in casa, che è una piattaforma sicuramente un po’ vincolante, ma se sai destreggiarti allora sforni “the best-designed maps app on any platform“!

Unica nota negativa per Google: l’icona, che è proprio banale se paragonata a tutte le altre dei vari servizi che sono strepitose e su cui è stato fatto un lavoro eccezionale.

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Apple

Quel ciccione di iTunes

Recentemente ho letto what one thing would you change about itunes dove è ancora possibile votare “una nuova interfaccia” o “l’aggiunta di nuove features” etc. Tra le alternative ci sono anche i due opposti, “eliminare l’eccesso inutile” o “lasciare tutto così com’è che è perfetto”.

Personalmente non capisco più perché cercare di far stare tutto dentro iTunes: una volta era chiaro, il software in questione era il perfetto “Cavallo di Troia” (soprattutto nel mondo piccì) per il lancio di nuove applicazioni, tra cui App Store e il neonato hardware, ma oggi questo programma ha smesso di fare ciò per cui era nato –gestire la musica– per cercare di gestire anche tutto quello che riguarda iOS. Con conseguenze personalmente catastrofiche sul lato dell’usabilità. Tant’è vero che proprio sui dispositivi iOS c’è iTunes (Store) e App Store che sono due applicazioni distinte e con (pochi) compiti molto ben definiti. Sul Mac però non è così: App Store è una costola che ha ovviamente preso le distanze dal mondo della musica, ma non dal suo software gestionale.
Un altro esempio è iBooks Store, recentemente aggiornato con la sua corrispettiva app mobile e tutto il parco di accessori collegati (iBooks Author e iTunes U). Uno per ciascuno.

Perché alla Apple non hanno ancora cercato una soluzione a questo problema? perché il Mac App Store è nato già “staccato”, anche se evidentemente derivava dal suo fratello minore? perché far gestire ad iTunes sul Mac i libri, le app, i film, le foto, i contatti, i calendari, etc. senza cercare di dividere i compiti per meglio gestire ciascuno di essi? tra l’altro esistono già le applicazioni desktop corrispondenti, basterebbe delegare…

Domande a cui un domani spero venga data una risposta.

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Icone, iPhone

iPhone settings

Quando le scorse settimane si era sparsa la voce che era possibile accedere direttamente ai settaggi dell’iPhone con iOS5 (c’è anche un’app a pagamento, ma non ve la linko… perché pagare?), in molti hanno sviluppato e implementato dei sistemi facili e direttamente accessibili.

Così inizialmente, dopo l’uscita di IconSettings, avrei voluto fare subito le mie personali icone customizzate perché quelle proposte sono proprio brutte (e noi “fanatici” di Apple, anche a queste cose ci teniamo!), ma ho avuto tempo solo per una demo.

Meglio, perché oggi ho trovato per puro caso quelle di Jeff Broderick che al contrario non sono niente male ;)

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Letture

Anno II, #12

Piccolo compendio per affrontare bene il finesettimana.

  • Sessantatre anni di pubblicazione ininterrotta. Significa che, nel più-o-meno del calcolo spannometrico, l’epopea cartacea di Tex dura una decina di anni in più rispetto all’epoca storica in cui è ambientato. Il fumetto oltrepassa i confini temporali del periodo in cui si muovono i personaggi.
    Hanno scritto un romanzo su Tex, lo sapevate?
  • L’impressione è che gli alti prelati siano ben più esperti di Rete e web 2.0 di quanto non lo sia la base di blogger cattolici. Esattamente il contrario di quanto solitamente si vede in Italia.
    Dopo l’illuminante lettera sui “social network” per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali ecco un altro punto di contatto tra la rete e la chiesa.
  • Bisogna insomma essere capaci di alzarsi dalla scrivania e decomprimere e bere l’ennesimo caffè della mattina (“te lo porto?”, “no, grazie, vengo io alla macchina”, “quanti ne hai bevuti stamattina?”, “sei”, “ma non è ancora mezzogiorno”, “eh”)
    Doppietta.
    P.S. Sir Squonk è uno di quelli di cui penso sempre che se non scrivesse così bene, per il contenuto di quello che dice a volte –ma solo a volte– smetterei di leggerlo su due piedi.
  • Volevo dirgli che Slim è nel vicolo assieme a Lefty e stanno dando una lezione a Fat Tony, ma ero troppo depresso.
    Doppia doppietta per rimediare allo scorso venerdì che non ho salvato niente.
    Idem come sopra sulla questione del leggere: il commento che mi viene sempre in mente in questi casi è sempre “trattenete il valore” del solito S. Paolo
  • Quali sono i campi in cui Apple fallisce? Quei settori in cui fino ad ora si è mostrata decisamente scarsa?
    Domande lecite, perché ce ne sono di cose che “mamma” Apple ha toppato e che aspettano una risposta che probabilmente non arriverà tanto presto…

Letture della settimana

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