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Click to go to folder…

Sarebbe estremamente utile trovare un modo per automatizzare il più possibile l’accesso alle cartelle del Finder…

Per lavoro ho spesso la necessità di accedere a profondissime cartelle archiviate sul server. Fin’ora mi son sempre fatto bastare il comando “Vai alla cartella…” (+⇧+G), che in abbinata a preziosi e gratuiti software copy path rendono il tutto ancora più agile.

Solitamente invio (o ricevo) tramite mail/chat il percorso del file sul server: lo copio, ⇧⌘G, incollo e via andare! Sarebbe però interessante sviluppare o trovare una sorta di plugin che intercetta il path direttamente nell’applicazione (magari “correggendolo” nel caso non punti direttamente ad una cartella, ma ad un file al suo interno) e lo trasforma in una sorta di link che apre direttamente la cartella nel finder, proprio come succede online su qualsiasi sito, saltando i 3 passaggi intermedi.

Una soluzione sarebbe quella di scrivere l’indirizzo completo smb://nome_server/etc. ma nel caso di nomi di cartella contenente degli spazi il giochino si rompe, e stare a riscriverli a mano mi sembra assai inefficiente.

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La fine ufficiale

Stamani, a chiusura della risposta di una collega sulla segnalazione delle recentissime modifiche che arriveranno con CC di Adobe, torvo scritto: La fine ufficiale dei pirati!. Il mio primo pensiero è stato: improbabile.

Segue spiegone rapido e non troppo dettagliato (perdonatemi le inesattezze).

Ci hanno già provato nel mercato videoludico non molto tempo fa a costringere gli utenti a stare connessi mentre giocavano. Risultato? picco negativo di vendite perché –strano ma vero– c’è ancora un sacco di gente che non ha connessione (quantomeno stabile e abbastanza potente). Conseguenze: oggi abbondano i giochi freemium, dove ti faccio giocare tutto praticamente gratis, ma se vuoi le le armi superfighe o il godmode per finire senza morire, che c’è gente che proprio non lo sopporta, paghi. E chi non è disposto a pagare dei ragionevolmente piccoli extra per vincere? il guadagno sta nel fatto che in tantissimi pagano poco, una sorta di coda lunga sul prezzo.

Nell’ambiente grafico professionale sicuramente questa tendenza sarà mooolto più lenta, ma mi auspico che prima o poi si arriverà più o meno dalle stesse parti: funzioni di base gratuite e funzioni avanzate a pagamento. Che i professionisti “grossi” gli rosica, ma sono già disposti a pagare, mentre forse il discorso non vale più per le aziendine di poche persone o i singoli freelancer.

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Immagine potenziata con Adobe® Photoshop®

PS logoDa che mondo e mondo le grandi aziende multinazionali non rinuncerebbero mai volutamente ad avere la possibilità di lasciare un segno nella storia.

Spesso però non tutto va come vorrebbero: la terminologia “photoshoppare”, tanto cara alla gente comune, legata al processo di ritoccare le immagini non è ben vista da Adobe (anche se non è sempre necessariamente usata in modo negativo).

Ma la rete se ne frega e il meme è sempre pronto dietro l’angolo.

/by TNW

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Contare i file presenti in tutte le sottocartelle

Ieri per un lavoro avevo necessità di contare una masnada di file divisi per linee di prodotto in varie cartelle presenti sulla mia scrivania.

Avevo già trovato un utile script da terminale…

cd ~/Desktop ↩
find "prodotti/linee/" | wc -l

… quando mi son ricordato dell’inspector del Finder (shortcut ⌘+⌥+i)!

L’inspector, a differenza del Pannello informazioni, è una finestrella flottante (si chiude solo col mouse) sensibile al contesto e pertanto può mostrare anche informazioni relative a elementi multipli come il numero complessivo dei file presenti in una struttura di cartelle.

Chiaramente da terminale ci sono molte utili opzioni aggiuntive, come la possibilità di contare anche i file nascosti, oppure filtrarli, etc.

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Adobe Illustrator: How to “collect for output” with fonts

Chi lavora nel mondo della grafica sa benissimo quanto sia importante poter tenere ben organizzate le cartelle dei vari lavori, con tutte le immagini e le font in uso.

[In questo articolo mi riferisco principalmente al modo Mac, al momento non saprei dire se esiste una alternativa per Windows, ma credo proprio di si. Se qualcuno ne è a conoscenza è gentilmente pregato di farlo sapere nei commenti.]

 

Per questo apprezzo molto Indesign e il suo potente strumento di preflight che permette di fare una verifica preliminare e anche di consolidare i vari file collegati e le font presenti nel documento. Lo stesso non posso dirlo di Illustrator, in cui non esiste niente del genere. O meglio, esiste, ma è nascosto e deve essere abilitato manualmente…

Il file in questione è uno script di apple chiamato “CollectForOutput.scpt” che generalmente si trova in una sottocartella del programma (nell’esempio è mostrata la versione 5 della Creative Suite di Adobe)

/Applications/Adobe Illustrator CS5/Scripting.localized/Sample Scripts.localized/AppleScript.localized/Collect for Output.localized/

Questo file può essere richiamato ed eseguito ogni volta che si vuole tramite comando rapido da tastiera ⌘F12 (command mela+F12) oppure dal menù

File/Script/Altro script...

navigando fino alla posizione precedentemente indicata.

È altresì possibile copiare il file dello script in una particolare posizione in modo da averlo sempre a disposizione direttamente sotto il menù Script: la posizione in cui collocarlo è

/Applications/Adobe Illustrator CS5/Presets.localized/it_IT/Script/

NB Chiaramente la versione di Illustrator e la localizzazione “it_IT” possono essere diverse.

L’unico inconveniente di questo script è che purtroppo colleziona solo le immagini collegate nel documento di Illustrator, ma non le font.

Stavo pensando di modificarlo a mano per permettergli di consolidare anche le font usate, ma poi ho realizzato che sicuramente qualcun altro ci aveva già pensato. Sono bastati pochi minuti su Google: lo script che potrete scaricare da questo indirizzo è una versione modificata di quello di default che sfrutta proprio il buon Indesign per poter raggruppare sia le immagini collegate che le font e, oltre a funzionare anche sulle versioni più recenti, viene fornito anche di un comodo droplet.

A buon rendere!

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