Apple, Video

Mark “Hofstadter” Malkoff, il fratello maggiore di Leonard

Stavo guardando il video di Mark Malkoff segnalato nell’articolo di Mac Blog Cosa bisogna fare per essere buttati fuori da un Apple Store? quando mi sono reso conto che l’autore è estremamente somigliante a Leonard Hofstadter

… inoltre guardate cosa mi trovo al secondo 19: lui e la moglie “estremamente alta” che ballano insieme all’interno dell Apple store:


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Apple

Un esperimento che terrei assolutamente sott’occhio –fossi a capo della Apple!– quello imbastito da Jeremie Francone e Laurence Nigay che sfruttano l’head-tracking per simulare l’effetto del 3D sull’iPad sfruttando solo la fotocamera frontale. Se si aggiungessero anche gli accelerometri, questa tecnologia non avrebbe rivali (forse solo il Kinect ;). Lasciamo perdere il Nintendo 3DS, che devi starci proprio davanti altrimenti è pessimo!

Mi vengono in mente per ora solo 2 limitazioni da non sottovalutare:

  1. l’utilizzo, legato al riconoscimento del volto, è possibile a non più di una persona per volta (non necessariamente vincolante, e molto comodo invece per giochi stile first-person);
  2. ci sono limitazioni spaziali meno restrittive, ma l’angolo di ripresa della fotocamera non è infinito (e soprattutto non si hanno dei riferimenti visivi su questo).
/by melablog

P.S. Qualcosa di estremamente simile era stato fatto già qualche anno fa da Julius Eckert (per il quale avevo realizzato l’icona di SimpleTODO): guardate in fondo alla pagina iSight funFace recognition.

P.P.S. Mi sto crogiolando al pensiero di uno sparatutto in cui ci si muove con gli accelerometri e si sbircia da dietro gli angoli spostandosi di lato per davvero :D

Glasses-free 3D on iDevices

A parte
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Mac OS X Lion: The Bad

Contrariamente a quanto dice la sindrome da nuovo layout di Facebook, provo comunque a buttare giù un paio di considerazioni su ciò che non va così bene nel prossimo OS di casa Apple, il Leone (che l’oroscopo sia con te!).
Partiamo con una considerazione di estetica (lascio i dettagli importanti all’Usability Post).

Interfaccia grafica


Perché QuickLook, che è e resta un’altra cosa dal Finder, diversa e distaccata, si cerca di integrarlo, mentre QuickTime no? posso provare a capirlo che ogni app ha la sua essenza, come le nuove iApp (vedere rubrica, mail e calendari), ma questi due sono proprio delle voci fuori dal coro e per motivi tra loro discordanti, per giunta.
BHO, ma passiamo oltre.

Scrolling al contrario

In previsione della prossima generazione di computer completamente multitouch (chissà quando!), adesso ci dobbiamo rassegnare allo scrolling invertito: non più la metafora della telecamera che si abbassa sul contenuto, ma di questo che viene spostato (pan e zoom) all’interno della finestra, quindi per scendere bisogna salire, SIGH!

Autocorrezione

Grazie al cielo si può disabilitare. Rimarrà forse attiva alla pressione del tasto ESC? (se devo essere sincero, mai usato…)

Mission Control e Fullscreen app

Qui intravedo un filo di confusione: se Mission Control è la naturale (?) evoluzione di Exposé, però le app a tutto schermo che scorrono come Spaces le tovo un po’ scomode. Spaces continuerà ad esistere? Personalmente in passato l’ho osannato, ma alla fine mai usato veramente mentre molti amici non possono farne a meno (sarà che sono un precisino del cavolo e uso lo stretto indispensabile per volta…).

Dock

Questa la capisco, giuro, ma proprio non mi piace: va bene che il nuovo sistema congela le app e le riapre al volo senza preoccupazioni, maporcapupazzola io che sono un fottuto precisino impazzirò per controllare cosa è acceso e cosa no! Chiaro che l’utente dovrà sempre più naturalmente interfacciarsi con il computer, ma da qui a nascondere i processi attivi ne passa… (Nota a margine, avete notato che Google Chrome dev per spegnersi chiede di tenere premuto mela+Q? credo sia in previsione di questa cosa…)

Come ieri, immagini e altro su melablog.
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Apple, Letture

Quello che conta sono le idee

Questo estratto doveva essere una delle “letture per il fine settimana”, ma parole di tal fattura meritano un articolo a parte!

La mia generazione ha fatto in tempo a conoscere l’analogico e ad abbracciare il digitale. Qualcuno la considera una sfortuna, qualcuno una straordinaria e fortunata coincidenza.

Lascio aperto il giudizio e intanto formulo una considerazione inattaccabile: la mia generazione ha dovuto affrontare il passaggio dalla cura delle cose analogiche alla disinvoltura di quelle digitali.

I libri che ho a casa infatti vanno conservati con una certa cura; stampati come sono in innumerevoli copie, ne possiedo un solo esemplare. I bit che maneggio scrivendo o disegnando non hanno bisogno di cure [ma qualcuna si, come si intuisce di seguito e come ho linkato poco sopra. n.d.a.]: un tocco e posso riprodurli in quante copie voglio, in giro per il mondo.

La mia generazione ha dovuto imparare che sbagliare un disegno su un foglio di carta comporta la spesa di un foglio di carta e sbagliare un disegno sullo schermo invece non comporta niente, si rifà e basta. Nel mondo digitale ciò che conta veramente sono le idee e il loro contenitore ha importanza assai relativa.

Lucio Bragagnolo
(adesso lo potete trovate qui: grazie Lucio!)

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