Il signor G aveva ragione da vendere

Non parlo quasi mai di politica, ma oggi faccio mia una bella provocazione letta stamani su BadAvenue –anche se con altre finalità– e la ripropongo sottolineando delle parti che mi paiono oltre che attuali, anche molto intelligenti:

[...]
è il continuare ad affermare
un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c’è
[...]
Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra
[...]
Basta!

Branding, advertising ed engagement

Quota

[...] comprare un capo per indossarne una marca, essere pagati per indossare un logo, e portare una maglietta perché credi nel messaggio che c’è scritto sopra.

Il primo caso è brand, il secondo advertising, il terzo engagement. [...]

/by Tu non sei la tua maglietta (cit.) | [mini]marketing.

A parte la bella riflessione in sè, di mio ci aggiungo pure una personalissima nota a margine su come Gianluca ha introdotto l’articolo, ovvero con la citazione di Tyler Durden “Tu non sei il tuo lavoro…”: non sei la somma delle singole parti, sei molto di più!

Non si può che essere ignoranti

Quota

Il titolo volutamente provocatorio è stato preso da questo articolo.

Oggi dopo averlo letto, complice forse anche il Salone del Libro a Torino, mi vien da dire ché sarebbe così, che si potrebbe vivere bene anche senza i classici (e la cosa non vale solo per i libri…), solo se l’umanità non fosse così tanto creativa.

Grazie a Dio.