Di Madonne e di unità d’Italia

[...] il tricolore attaccato a quella specie di lancia che sta vicino alla mano destra della Madonnina, prima ho pensato beh ma dai, ma cazzo, ma c’era proprio bisogno, poi son salito sul tram che ormai era pronto a partire e lì, mentre andavo verso la Crocetta e guardavo la gente che lavava le vetrine e comprava il giornale mi son detto ma sai che han fatto bene [...]

L’articolo citato in apertura è un po’ vecchio, leggetelo prima di continuare, non è lungo. Era da un po’ che volevo scrivere qualcosa, una sorta di commento. Solo che finora, benché avessi una idea di quello che volevo dire, non ero mai riuscito ad esplicitarlo…

Forse neanche adesso risulterà chiaro, ma ci provo lo stesso: il problema è proprio quello, che quella bandiera lassù ci sta proprio bene grazie proprio al senso che la bela Madunina ha, e non solo per i milanesi!

E, sì, la religione c’entra.

Letture della settimana

Aside

Anno II, #11

Piccolo compendio per affrontare bene il fine settimana.

  • This means that I can mount the slanted lid facing two directions, not just the one I want. If I put it on the wrong way it will not give me any indication of the slanting of the felt tip.
    L’usability post è sempre un interessante ed arguto punto di partenza per riflessioni sul design, in questo caso su come “forzare” in senso buono l’utilizzo degli strumenti da parte delle persone.
  • Se fossi Cecco, come sono e fui, torrei le idee giovani e leggiadre e vecchie e laide lasserei altrui.
    Consigli utili per una pubblicità migliore di Pasquale Barbella.
  • Ho un caro amico sessantenne che si sbellica come un pazzo ogni volta che vede Bud Spencer far volare cinque o sei energumeni con un solo cazzotto. Sono quarant’anni che lo guarda ma ogni volta si scompiscia.
    Un racconto comico sulla vita, la morte e l’ateismo di Mary Eberstadt di Rino Camilleri.
  • La distanza è poco più di un chilometro e mezzo e me la macino in poco tempo, ascoltando la colonna sonora di Sword & Sworcery, un album elettronico di Jim Guthrie, molto debitore del suono a 8 bit dei grandi videogiochi di un tempo. Il disco mi culla anche nell’attesa del 409. Poi, salito su quel vettore di umanità varia, decido di passare a qualcosa di più aggressivo e mi affido alla voce di Sebastian Bach e dei suoi Skidrow. L’album è Slave to the Grind e io faccio forza su me stesso per non scuotere il testone per tutto il viaggio.
    Il pezzo di RRobe è molto più di questo estratto, parla di musica, di cultura italiana, del vil denaro, di supporti fisici e digitali, e del piacere di fare qualcosa apparentemente senza senso…
  • Temo, però, di essere ferma alla politica di don Camillo e Peppone. Dove non c’erano intercettazioni, pensioni super-miliardarie, processi, inchieste, immigrati eccetera eccetera. E, dopo accese discussioni e qualche tavolo sulla schiena, si rimetteva tutto a posto con un fiaschetto di Barbera.
    Un parere interessante sulle questioni di politica dei nostri giorni.