Ma perché non parlare di Bing?

Dopo WolframAlpha, è il momento di Bing (il successore? di Live Search di Microsoft).

bing

In questi giorni si sta dicendo di tutto in proposito: dalla scelta di un nome di successo, alla forma allungata del logotipo, per concludere con le solite trovate inteligenti di Microsoft.

Tra le altre cose, si sa che non è un vero e proprio motore di ricerca, un po’ come il sopracitato Wolfram, quanto un motore decisionale, che dovrebbe aiutare l’utente a prendere decisioni e –bing– ecco quella giusta!

Incuriosito, ho provato a porre la stessa domanda delle easter eggs del motore computazionale del buon vecchio Stephen: “Cosa vogliono le donne?“. La risposta? Bhè, provare a guardare il primo risultato (cliccate sull’immagine per una versione più leggibile).

Non capisco come ciò possa aiutarmi nelle mie decisioni online quotidiane.

Ironia a parte, speriamo solo non faccia la fine di Cuil, ma la vedo dura.

Tradurre (quasi tutto)

Stavo commentando alcune foto di questo lungo fine settimana su Picasa, quando mi sono accorto che Google ha suggerito la traduzione di un mio stesso commento.

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Recente è l’annuncio di una funzionalità analoga per le mail. Comparando il testo inserito con la lingua di default del browser (la mia è l’inglese perché mi trovo meglio con i software) è possibile fare questo ed altro.
Funzionalità interessante e potenzialmente utile, al fine di rendere i contenuti fruibili da tutti, a prescindere dalle differenze linguistiche degli utenti (che ricordiamo essere dei “prodotti” quando si parla di Google).

Certo, non ci azzecca sempre: alcune “eccezzioni” grammaticali, peculiari delle lingue complesse ed articolate al pari dell’italiano, non potranno mai essere rese correttamente da un programma, come nel caso di un pronome che suggerisce a mancanza di una foto all’interno di una sequenza.

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Spero solo di non aver commessio degli “orrori” grammaticali, altimenti ci faccio una pessima figura ;)