Questo articolo è mio

E se qualcuno ha qualcosa in contrario, che vada a farsi… benedire.

La cosa che sto per dire mi era capitata solo una volta finora, parecchio –per gli standard di internet– tempo fa.
Ultimamente però è capitata ben 3 volte nell’arco di 2 giorni. Cosa? che la gente si appropri degli articoli altrui senza chiedere.

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Questo articolo è mio!

Non voglio fare una invettiva contro i 40 ladroni: tutti in rete copiano o più semplicemente prendono spunto. Io per primo cito spesso altri articoli per scrivere i miei, al fine di sostenere una tesi che voglio proporre o semplicemente perché l’aricolo che sto segnalando mi è particolarmente piaciuto.

Ma dalla citazione all’aggregazione degli altrui articoli per evidenti scopi di lucro, ne passa.

Abbiate almeno la gentilezza di chiedere se mi aggrada che i miei articoli vengano brutalmente riusati, a volte addirittura senza citazione di fonte (come nel primo caso già segnalato), altre volte con le scuse e le correzioni postume dei gestori degli “aggregatori”, infine altre volte –ed è la goccia che fa trabocare il vaso– in un sito che dal titolo proporrebbe videogiochi, ma poi vai a scoprire che in realtà vende viaggi (non sarei tanto sicuro nemmeno di questo) e la mail tramite cui contattarli è pure fasulla.

Scusate, ma che balordi!

Nuove frontiere dei videogiochi

Vi ricordate Fez?

Era quel videgioco in cui la bidimensinalità e la tridimensionalità sono usate per scopi strettamente ludici, in una nuova ed interessante maniera, al fine di far proseguire la storia e completare il gioco.

Oggi, grazie a Ilaria, ho scoperto questo giochino in flash: Paper Moon.
Nulla di che, non fosse altro che la metodologia –semplicissima– di gioco prevede lo spostamento degli oggetti su un asse che esce virtualmente dallo schermo.

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Già che ci siamo vi segnalo anche The Unfinished Swan, videogioco in cui bisogna “sporcare” lo spazio per far emergere dal nulla gli ostacoli e i percorsi da seguire fino all’uscita.

Sono convinto che questo genere di giochi avranno una notevole spinta dalle nuove piattaforme di gioco (vedi iPhone e simili).
Mi immagino di dover scuotere il dispositivo per far muovere gli oggetti avanti o indietro nella profondità dello schermo o altre interazioni che non contemplino solamente l’uso di un centinaio (L1+□+○+L4+L4+∆+…+n) di bottoni per ottenere delle combo clamorose.

Sarei curioso di poterli provare.