Devo ammettere di averci messo un po’ a capirla…
Archiviazioni mensili: maggio 2009
Digital Graffiti
Immagino ci siano molte altre applicazioni online che fanno lo stesso lavoro di Graffiti Creator.
Ed oggi per qualche minuto sono tornato un 16enne con bomboletta.
Quimby the Mouse
Uno dei personaggi del buon Chris.
Grazie a Folengo (questa volta ti cito il Tumblr).
Questo articolo è mio
E se qualcuno ha qualcosa in contrario, che vada a farsi… benedire.
La cosa che sto per dire mi era capitata solo una volta finora, parecchio –per gli standard di internet– tempo fa.
Ultimamente però è capitata ben 3 volte nell’arco di 2 giorni. Cosa? che la gente si appropri degli articoli altrui senza chiedere.
Non voglio fare una invettiva contro i 40 ladroni: tutti in rete copiano o più semplicemente prendono spunto. Io per primo cito spesso altri articoli per scrivere i miei, al fine di sostenere una tesi che voglio proporre o semplicemente perché l’aricolo che sto segnalando mi è particolarmente piaciuto.
Ma dalla citazione all’aggregazione degli altrui articoli per evidenti scopi di lucro, ne passa.
Abbiate almeno la gentilezza di chiedere se mi aggrada che i miei articoli vengano brutalmente riusati, a volte addirittura senza citazione di fonte (come nel primo caso già segnalato), altre volte con le scuse e le correzioni postume dei gestori degli “aggregatori”, infine altre volte –ed è la goccia che fa trabocare il vaso– in un sito che dal titolo proporrebbe videogiochi, ma poi vai a scoprire che in realtà vende viaggi (non sarei tanto sicuro nemmeno di questo) e la mail tramite cui contattarli è pure fasulla.
Scusate, ma che balordi!
Nuove frontiere dei videogiochi
Vi ricordate Fez?
Era quel videgioco in cui la bidimensinalità e la tridimensionalità sono usate per scopi strettamente ludici, in una nuova ed interessante maniera, al fine di far proseguire la storia e completare il gioco.
Oggi, grazie a Ilaria, ho scoperto questo giochino in flash: Paper Moon.
Nulla di che, non fosse altro che la metodologia –semplicissima– di gioco prevede lo spostamento degli oggetti su un asse che esce virtualmente dallo schermo.
Già che ci siamo vi segnalo anche The Unfinished Swan, videogioco in cui bisogna “sporcare” lo spazio per far emergere dal nulla gli ostacoli e i percorsi da seguire fino all’uscita.
Sono convinto che questo genere di giochi avranno una notevole spinta dalle nuove piattaforme di gioco (vedi iPhone e simili).
Mi immagino di dover scuotere il dispositivo per far muovere gli oggetti avanti o indietro nella profondità dello schermo o altre interazioni che non contemplino solamente l’uso di un centinaio (L1+□+○+L4+L4+∆+…+n) di bottoni per ottenere delle combo clamorose.
Sarei curioso di poterli provare.





