Condivido, quindi sono

Noi tutti conosciamo la frase di Cartesio “Cogito, ergo sum”.

Senza perdermi in dissertazioni filosofiche, riassumo quello che ricordo a proposito di una lezione del laboratorio di sintesi del 3° anno. Un nostro porfessore, Giacomo Spazio, ci disse che aveva trovato molti “adattamenti” dell’espressione appena citata, e non è difficile immaginarlo; la frase è nota a tutti e colpisce per chiarezza e semplicità tant’è che qualcuno arrivò a rimaneggiarla con “Pingo, ergo sum”.

La cosa mi aveva colpito perché l’atto di “dipingere”, che prevede una manualità a me tanto cara, era comunque perfettamente in linea con il pensiero di Cartesio: se penso è naturale che prima o poi mi metta ad agire ed esprimermi, creare, perfino in una forma artistica come la pittura, capace di (com)muovere l’animo delle persone.

Di recente ho visto questo talk che rappresenta una naturale ulteriore evoluzione dello stesso pensiero, adeguato alle nuove tendenze “digitali” e mi sembra in perfetto accordo con le premesse.

Esperienze video “immersive”

Vi ricordate la pagina di Youtube che promuoveva il videogioco di Wario sulla Wii? Quella in cui tutto il sito, man mano che l’ipotetico giocatore procedeva, cadeva a pezzi a causa dei “violenti” scossoni dati al Wii-mote?

Bene, oggi Lyonora fa notare la pagina di Vimeo per Honda, che propone una esperienza alquanto simile per quanto riguarda il livello di “immersività” che viene proposta allo spettatore.

Spegnete  le luci, su il sipario: si va in scena!

Nulla a che vedere con le “stupefacenti tecnologie 3D immesive” che avevo addocchiato su IDEO Labs poche settimane fa, ma pur sempre un modo interessante di fare branding usando canali poco istituzionali e più “virali”.

Corri, corri!

Trovo su CR Blog questo bel video di un Wackos–potatohead dell’illustratore James Jarvis e Richard Kenworthy (Shynola) per Nike.

Trovo che l’idea sia molto bella, mi piace molto anche il tratto e la realizzazione senza motion capture, ma totalmente ridisegnata sopra il filmato dello stesso illustratore mentre fa jogging.

Ho notato però che il video è molto simile alla clip Let love be your energy di Robbie Williams. Vedrete che molte scene ed alcune inquadrature sono assai simili. Ad esempio, tolta l’ovvietà del soggetto che corre, la scena del corvo è presente –con le dovute differenze– in entrambi i video.

Non voglio parlare di copiature questa volta, ma viene da chiedersi se non esista un “archetipo comune” nella testa degli uomini; la “corsa” intesa come l’atto “fisico” del raggiungimento dei propri obiettivi, l’opposto della “staticità”, etc.

Di seguito una versione “allungata” di alcuni retroscena (non so se siano originali o aggiunti da terzi, ma erano divertenti e li ho lasciati) del videoclip.