Non muoio neanche se mi ammazzano

mostra meeting rimini di giovannino guareschi

Si è recentemente conclusa al mio paese la mostra di un grande scrittore italiano “Non muoio neanche se mi ammazzano. L’avventura umana di (Giovannino n.d.a.) Guareschi”.
Per chi non lo sapesse (chi non lo sa!?) è il babbo di Don Camillo e di Giuseppe Bottazzi (Peppone).

Gli organizzatori dell’evento han fatto avere ai volontari alcune foto dell’esposizione e della presentazione con il curatore, Paolo Gulisano (ecco il libro da cui prende spunto la mostra), il comico nostrano Carlo Pastori e il musicista Walter Muto.

Curiosa coincidenza grafica

Ricevo e pubblico: il “solito” amico mi segnala altre “curiose coincidenze grafiche”.

Tutti abbiamo in mente la fortunata serie di gangster The Sopranos.

02_sopranos

Geniale e fortunata la sostituzione della lettera “r” con la silhouette di una pistola automatica.
Da subito è evidente che prima o poi ci scapperà il morto, o quantomeno che ne vedremo delle belle (di sparatorie).

Un po’ meno efficace l’uso che ne viene fatto per uno sceneggiato francese…

02_comandante-florent

Dai, un francese con la pistola non è credibile! (escluso la Pantera Rosa).

L’amico mi fa anche sapere che potrebbe tirar su una tesi con tutto il materiale che ha recuperato negli anni universitari. Io gli ho subito dato appoggio: una tesi che analizza il sottile confine che divide l’interpretazione dal plagio è molto interessante. Se qualcuno avesse del materiale e volesse partecipare attivamente può farlo pervenire a me (commenti, mail e quant’altro…)

Mai successo prima!

Per la prima volta mi è capitato di dover “abbrutire” un lavoro perché era “overpromising”.
Se non avete idea di cosa significhi, leggete “troppo bello”.
Per ora non credo di potervi fornire delle prove o dei disegni, ma appena possibile pubblicherò tutto il fattaccio: aggiungo solo che da richiesta del cliente, il progetto avrebbe dovuto essere “significativamente” diverso dal loro classico (che ultimamente è stato assai poco “promettente”).

Sigh!

“Their” dream browsers

Leggo oggi su iA l’articolo Designing Firefox 3.2 e mi ricordo di aver letto altri articoli simili su Liquidicity/GoSquared (Our dream browser, A Little More on Our Dream Browser).

dream-browser

Mi piace molto l’idea di un browser che assomigli ad un “media center” della propria vita digitale, e molte possono essere le migliorie da introdurre.

Contrariamente ad una delle strade recentemente tracciate da Chrome (ed a ruota da Safari4), le tab possono non essere così importanti come sembrerebbero: io ne uso parecchie (10+), ma c’è anche chi ne apre contemporaneamente assai di più, rendendole de facto scomode (chiusura accidentale, non lettura del titolo, etc).

I “top-site” che tengono conto del numero di visite e dell’utilizzo di un determinato sito nel tempo, quasi come aveva introdotto Opera già da un bel po’, mi sembrano una trovata che snellisce di molto la navigazione.

Anche una URLbar interattiva mi semrba molto comoda (cosa che va un po’ dalla parte di Ubiquity per FireFox; le due cose non potrebbero andare insieme, no?).

Mi piace molto anche l’ipotesi di avere una chat/twitter integrata per mandare i contenuti (link, immagini, etc.) ai propri amici/coworkers.

E perché non introdurre i default un buon client FTP, non solo per amministrare i download, ma anche per l’upload di file sia verso amici, sia su i server, soprattutto dopo l’itroduzione di Bespin (“Panic” Coda docet).

CoverFlow possiamo anche lasciarlo perdere…

Random post

random-post

Scopro solo ora la funzione Random Post che permette di visualizzare un articolo, scelto casualmente tra tutti quelli presenti nel blog che si sta navigando: molto utile per verificare l’effettiva consistenza di un blog, per non stare a scorrere cronologicamente a ritroso i passati articoli.

Mentre la funzione Next, copiata –credo– da Bloggher perché prima non c’era, permette di saltare casualmente ad un altro blog dello stesso network.

Mentre la prima funzione mi è sembrata molto utile al fine di valutare l’interesse che potrei nutrire verso un certo sito, la seconda è comoda solo se si ha molto tempo a disposizione perché, nel mare di internet, le plastiche che tengono unite tra loro le lattine sono moltissime.
E i pesci siamo noi.