Che tra aziende concorrenti ci sia un po’ di rivalità è doveroso.
Un giovanissimo Steve che fa il “dito” di fronte alla sede dell’IBM, proprio sotto il logo –chiaramente rivolto a quello– è robetta da poco, che sia un fake o meno.
Scherzi a parte, qui si sta parlando del famosissimo slogan Think different. Questo sì che è pubblicità comparativa, ma che dico “pubblicità”, marketing! intelligente, comparativo, funzionale…

Lo storico slogan della Apple “deriva” infatti da un precedente ed altrettanto forte slogan della IBM: Think.
Con l’aggiunta di una “sola parola”, ma proprio quella lì, perfetta, è stato possibile posizionarsi con chiarezza in un mercato competitivo, proprio “diametralmente opposti” all’altra grossa azienda produttrice di hardware, e in più con quel pizzico naif di ironia ed indipendenza che ha sempre caratterizzato la società di Cupertino. Usare della forte posizione degli altri anche a proprio vantaggio, ma senza denigrare o sbeffeggiare inutilmente.
Peccato che da noi certe cose sia difficile realizzarle, vuoi per le leggi vigenti, vuoi per la paura di “sgarrare” eccessivamente… nella giungla della comunicazione bisogna giocare come a rugby: duro, ma lealmente, e a fine partita amici come prima, vincitori e vinti.