Mi capita di leggere un articolo sulla scelta dei colori e di veder citata una “vecchia” web–app, Cymbolism, che permette di taggare le parole di uso comune con i colori che più vengono evocati (fin’ora non avevo ancora notato che l’iniziale del nome evoca il “simbolismo dei colori” con un bel gioco di parole: l’acronimo di CMY).
Mi capita anche, percorrendo a ritroso il processo di “etichettatura”, di andare a vedermi che colori corrispondono ad una data parola e di ottenere questo risultato (data odierna).
A voi cosa viene in mente guardando la figura di cui sopra?

A me una sola cosa: le matitone con cui la professoressa di Latino correggeva le mie versioni (solo che in questo caso il blu –errore grave– era predominante).
Sarà un caso?

1 Ottobre 2008 alle 16:10 |
Interessantissimo il sito che hai segnalato. Grazie! Elena
1 Ottobre 2008 alle 22:54 |
@Elena
Non conoscevi?! ma dai… contento ti piaccia: io ne ho scoperto la grande utilità progettuale per “saggiare” cosa ne pensa la gente di questo e di quel colore (con le dovute “pinzette” con cui tutto, soprattutto se in rete, va preso ;)
6 Ottobre 2008 alle 10:27 |
L’ho segnalato anche sul mio blog :) Grazie, Elena
6 Ottobre 2008 alle 14:17 |
@Elena:
Ho letto proprio stamani. Grazie a te!
27 Novembre 2008 alle 18:39 |
Gio’ quelli di NodeBox hanno roba simile implementata in Python (ovviamente), xml e varie librerie (non ricordo, di sicuro la Colors). Lo usavo per cercare colori/medie di colori per concetti, parole, anche facendo query su flickr, Yahoo & co.
Dopo tutto però l’utilità di queste cose è limitata a casi specifici piuttosto rari.
ciaociao
28 Novembre 2008 alle 10:23 |
Concordo! e mi piacerebbe avere il tempo di imparare altre cose (Python mi sembra assolutamente da conoscere –a parte JavaScript– ); purtroppo ora la sera arrivo a casa, mangio e vado a leggere a letto… in futuro chiederò se è possibile avere un giorno libero che mi sembra un degno compromesso (o sbaglio? ;)