Vi avevo già fatto vedere un modo di fare della body art per così dire “avanzata”, che sfruttasse cioè le possibilità offerte dalle moderne tecnologie e dalle scoperte scientifiche.
Bare is a conductive ink that is applied directly onto the skin allowing the creation of custom electronic circuitry. This innovative material allows users to interact with electronics through gesture, movement, and touch.
Notevoli anche i “tatuaggi” che si possono ottenere.
Come non potevo farmi tentare una seconda volta? Dopo il pane, ecco il burro: salutare, fatto con i metodi tradizionali di una volta, gustoso più della chimica margarina, il tutto condito da una infografica retrò da non sottovalutare.
Premetto che ho un MAC con su FireFox e potrei sentirmi un po’ discriminato ;)
Comunque, prendetevi un po’ di tempo per guardarvi l’immagine qui di seguito o andate a leggerla direttamente alla pagina da chi ho preso lo screenshot (sempre che sia la stessa).
Trovo che sia una trovata di marketing quantomeno discutibile, per di più poco pubblicizzata e quindi “invisibile” alla rete. Ho notato anche un paio di commenti condizionali atti a mostrare del contenuto diverso a seconda del browser che si sta usando per navigare (tra cui uno anche per IE6; si sono dovuti hackerare da soli?), per cui stasera da casa proverò a controllare se con il caro “Otto” si nota qualcosa di diverso.
La teoria per cui l’uomo non ha bisogno di leggere le singole lettere (come invece purtroppo succede ai dislessici), ma riesce a comprendere le parole nella loro interezza, sfruttando le forme che si creano grazie alle ascendenti, alle discendenti, i pieni e vuoti, ci permette di leggere esattamente il messaggi oche la BBDO ci rivolge:
We need a junior media planner to work with the numbers.
Imposter riesce ad essere melanconico e divertente, esplorando la doppia personalità di chi cerca di arrotondare facendosi fotografare per le strade di Hollywood impersonando i personaggi dei film; mentre Alter Ego mostra con cruda chiarezza la frattura che è sempre esistita tra come siamo fisicamente e come vorremmo apparire, aspetto che è influenzato dalle cose che ci interessano e che ha avuto un grandissimo boom con le identità digitali che il world wide web ha contribuito a mettere a disposizione.
Fossi nei panni del ragazzo con il respiratore, più di ogini altra cosa probabilmente desidererei un corpo forte e resistente; mentre Wolverine cicciottello… non lo si può vedere ;)
Ho recentemente visto L’uomo che visse nel futuro, titolo italianamente strampalato per The Time Machine, spettacolare sci–fi “nerdissimo” del 1960 (mi raccomando, non quello riadattato del 2002 che fa veramente… pena) tratto dall’omonimo romanzo di uno dei capostipiti della fantascienza, H. G. Wells.
I film che trattano di viaggi temporali sono moltissimi ed eterogenei, da Ritorno al futuro al Pianeta delle scimmie, e questo, anche se molto vecchio, è proprio bello e vale la pena vederlo per la storia e le passioni umane che animano il protagonista (drammatica la scena in cui un libro gli si polverizza tra le mani), che si contrappone agli apatici Eloi e riesce a liberarli dalla schiavitù dei Morlok.
Qui sopra una scena degli “anelli parlanti”, che sostituiscono gli ormai inutilizzabili libri, che sono stati ripresi in molti altri racconti fantasy, tra cui alcuni albi di Nathan Never.
Anche i Morlock, un popolo sotterraneo, che vive della brutale pratica del cannbalismo, avendo “addestrato” gli impassibili Eloi ad auto–consegnarsi alle loro bocche al richiamo delle sirene d’allarme (un po’ come i cani di Pavlov), hanno ispirato moltissime figure moderne, come i Morlock dei fumetti Marvel.
Tanto per ridere un po’ ecco un adattamento comico per The Big Bang Theory.
Alcuni dei mostri giornalieri di Daniel sono molto belli e ricalcano un modo di produrre contenuti che mi piacerebbe provare, per non stare a scrivere sempre le solite baggianate: ovvero disegnare baggianate per non dover pensare a come scrivere le stesse ;) un po’ come fa anche Gary.
Per non parlare poi dell’altro sito, di 344design, omonimo e più vecchio: The daily monster (qui al contrario troverete dei video al posto delle immagini).